Frappe (o chiacchiere o cenci o….)

Ricette

Comunque li chiamiate … questa é la ricetta dei golosi dolcetti dai  Mille nomi

Ingredienti per 500 grammi di dolcetti

Farina 00 300 grammi
Zucchero 30 grammi
Burro 15 grammi
Uova 3 tuorli
Sale 1 pizzico
Bevanda alcoolica secondo gusto 1 bicchierino
Zucchero a velo q.b.
Strutto o olio per friggere q.b.
Su un piano idoneo mettete la farina “a fontana” (una montagnetta con un buco in mezzo) ed al centro aggiungete lo zucchero, il burro che avrete sciolto a bagnomaria, i tuorli, il sale e la bevanda alcoolica che potrà essere, secondo gusto, rhum, marsala, grappa, vino bianco, liquore all’anice, o “strega”. Non preoccupatevi se i dolcetti verranno mangiati dai bambini, col calore della frittura l’alcool svaporerà.

Impastate bene gli ingredienti e quindi tirate la sfoglia sottile che taglierete a rettangoli lunghi 10 centimetri e larghi 3, utilizzando la rotella per i ravioli.

Potete lasciare le strisce come sono oppure fare “un nodo” al centro di ogni singola striscia.

Friggete in strutto o olio abbondante bollente sino a doratura, eliminate l’unto in eccesso posando i fritti su carta casa quindi spolverizzate generosamente con lo zucchero a velo.

Servite alla temperatura che preferite (calde, tiepide o fredde saranno sempre buonissime).

Cantucci di Prato

Questi deliziosi biscottini sono nati nel XVI secolo ed inizialmente non avevano le mandorle.
Il loro nome deriva dal latino  “cantellus”, cioè pezzo o fetta di pane.

L’Accademia della Crusca ne diede una prima definizione nel 1691 definendoli ” biscotti a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”.

Le mandorle vennero inserite tra le varianti la cui più nota é quella dei “biscottelli” del tempo di Caterina de’ Medici. Solo dopo il 1850 divennero ingrediente caratterizzante dei cantucci (o cantuccini).

Il primo documento che ne riporta la ricetta é un manoscritto del Pratese Amadio Baldanzi scritto nel XVIII secolo e dove vengono curiosamente chiamati “biscotti alla Genovese”.

Fu poi un pasticciere di Prato, Antonio Mattei, che, nel XIX secolo, ne realizzò la ricetta che divenne di diritto quella classica e che ricevette innumerevoli premi e si guadagnò anche una menzione speciale in occasione dell’esposizione universale di Parigi nel 1867.

Ingredienti

– 500 grammi di Farina 00

– 250 grammi di zucchero

– Mezzo bicchiere di Vin Santo Toscano

– 150 grammi di mandorle NON spelate

– 1 bustina di lievito

– la buccia grattugiata di 1 arancia

– 6 uova di cui useremo 3 uova intere e 3 tuorli

– due tuorli per spennellare prima della cottura

– 50 grammi di burro

– 1 pizzico di sale

Tostate le mandorle in forno a 160°C per 5/7 minuti.

Mescolate la farina al lievito quindi create la “fontana” di farina aggiungendo tutti gli ingredienti (mandorle e i due tuorli per spennellare esclusi) e lavorate sino a che non otterrete una pasta morbida e omogenea.
Unite quindi le mandorle tostate (che avrete raffreddato).
Bagnatevi le mani con acqua e preparate dei cilindretti di pasta.
Spennellate i cilindretti con il rosso d’uovo.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti.
Tagliate in obliquo i cilindretti con un coltello da pane e rimetteteli a cuocere sempre a 180°C per circa 5 minuti.
Gustateli inzuppandoli nel Vin Santo Toscano

Scrippelle fritte

Tra I Piatti del Natale Italiano troviamo questi dolcetti abruzzesi facili facili e golosissimi.

Ingredienti:

– farina di grano tenero “00” 1 kg

– sale 10 g

– lievito madre 400 g

– acqua ½ litro

– olio di oliva abbondante

– zucchero semolato q.b.

Impastate in un recipiente capace tutti gli ingredienti e lasciaye riposare l’impasto minimo 2 ore in un luogo chiuso e con poca luce (perfetto il forno spento).

Mettete l’impasto su un ripiano e predetene piccoli “morsi” che schiaccerete ed allungherete a mano sino ad ottenere delle strisce mediamente sottili.

La scrippella tradizionale é lunga circa 15 centimetri ma voi potete farle lunghe abbastanza per essere contenute nella vostra padella.

Friggere le strisce nell’olio bollente sino a che non saranno ben dorate.

Ponetele su carta assorbente da cucina e copritele generosamente con zucchero semolato.

Struffoli

Fanno parte a pieno titolo dei Piatti del Natale italiano anche se questo uso é abbastanza recente.
Infatti, la prima documentazione scritta di tale ricetta, si trova nel ricettario del Crisci che risale al 1634 ma non viene detto che si trattava di un dolce tipicamente natalizio.
Oggi sono considerati non solo dolci natalizi, ma anche tipicamente Napoletani.
Vengono però preparati in altre Regioni e Città Italiane e cambiano il nome.
A Taranto sono i “
sannacchiudere“, a Lecce i “purcedduzzi” (porcellini fritti) o pizzi cunfitti.
In Abruzzo, Molise ed in alcune zone del Lazio e Marche diventano “cicerchiata”.
In Calabria e Basilicata sono “cicerata”.
Sempre in 
Calabria, nella provincia di Reggio Calabria e, in Sicilia, in provincia di  Messina,  ecco la “pignolata”
Una curiosità … nell’area dell’
Alto Sangro e della Valle Latina, particolarmente a Ceccano, con il nome “struffoli” si intende un dolce tipico di Carnevale  diffuso in più parti d’Italia con il nome di castagnole (palline fritte della dimensione di una castagna).
Martina Franca ne esiste una variante chiamata “purcidd’“.
Carloforte, nella provincia di Carbonia-Iglesias (Sardegna), vengono chiamati “giggeri“.

Una teoria afferma che arrivino dalla Grecia col nome di  στρόγγυλος (stróngylos, pron. “strongoulos” o “stroggulos”) che significa “di forma tondeggiante”.
Più credibile però é la tesi di alcuni storici della Cucina che li originano nella Spagna andalusa come piñonate, preparate nello stesso modo ma di forma diversa.
Perché questa sarebbe la teoria più accreditata? Per via della lunga dominazione spagnola subita dal territorio Napoletano.

Ora vediamo come realizzare questa gioia per il palato e gli occhi … quelle palline lucide e colorate da canditi e da confettini. Che piatto allegro!
BUON NATALE!

INGREDIENTI per 6 persone

Farina tipo 00 

Uova 3 intere 

Burro 90 gr 

Zucchero semolato 3 cucchiai 

Rum bianco 30 ml 

Buccia grattugiata di limone 1

Sale q.b. 

Per il condimento

Miele di acacia 300 ml 

Frutta mista candita una manciata a dadini 

Palline di zucchero colorate q.b.

Per friggere

Olio di semi per friggere  1 litro 

Disponete la farina a fontana ed unite il sale, lo zucchero, il burro ammorbidito e le uova.
Mettete anche il rum e la buccia del limone.

Lavorate l’impasto con una forchetta e, quando sarà più compatto, impastate a mano sino ad ottenere una palla di pasta compatta, liscia e morbida.
Avvolgete la palla nella pellicola e fatela riposare in frigo per circa un’ora (anche di più, non succederà nulla).

Quindi prendete l’impasto, lavoratelo ancora qualche minuto e tagliandolo a pezzi formate a mano un cilindro di circa un centimetro di circonferenza.
Tagliate quindi il cilindro in tanti pezzetti lunghi circa un centimetro e fate delle palline.

Portate la temperatura dell’olio (in una bella padella grande a bordi alti) a circa 180° e delicatamente posateli nell’olio  usando una schiumarola. Andranno un attimo a fondo ma …  tranquilli … risaliranno velocemente.
Il tempo di cottura é meno di un minuto ma saranno pronti quando belli dorati.

Friggetene pochi alla volta altrimenti la temperatura dell’olio si abbassa se ne inserite troppi.

A frittura ultimata metteteli su carta casa per far assorbire l’olio in eccesso.

Ora dovete prendere una padella capace di contenere TUTTI gli struffoli che avete realizzato. Metteteci il miele a fatelo sciogliere a fiamma molto bassa.
Quando si sarà sciolto spegnete il fuoco ed aggiungete mescolando delicatamente: i canditi, gli struffoli e le palline di zucchero.

Terminata l’operazione mettete gli struffoli su  un piatto di portata a formare una montagnetta e guarnite ancora con palline colorate.

Gli struffoli si conservano anche una settimana ma ricordatevi che col tempo tenderanno a diventare mollicci.

L’apfel strudel

Apfel strudel: strudel di mele.
Tirolese? Germanico? Austriaco? Alto atesino? Certamente … diremmo tutti e senza alcun dubbio.
Lo conosciamo così e persino ne pronunciamo il nome in tedesco e scherziamo cercando di pronunciarlo come il buffo soldatino di Stumptruppen…
Se fosse un uomo sarebbe alto e biondo con gli occhi azzurri come i Popoli germanici ed affini? No!
Lo strudel, se fosse un uomo, sarebbe non molto alto di statura, nero di capelli e con gli occhi scurissimi … infatti é Turco.
L’apfel strudel che conosciamo é una variante di un dolce che in Turchia é praticamente un piatto nazionale: la baclava: un impasto di noci, pane, frutta secca condito con generosità da un fortissimo liquore.
Si fa una pasta sottile e la si farcisce con l’impasto cuocendo poi il tutto nel forno.
E allora come diavolo é arrivato qui in Europa?
Con i Turchi … ovvio.
Nel XVI secolo il Sultano Sülayman sconfisse gli Ungheresi ed assediò addirittura Vienna.
Conquistarono però solo l’Ungheria che hanno dominato in seguito per ben 200 anni.
Il Popolo assimilò la Religione Musulmana e con essa moltissime tradizioni comprese quelle culinarie.
Fu così che la baclava diventò lo strudel.
Con una variazione: vennero aggiunte le mele che da quelle parti crescevano in abbondanza. Da lì il nome definitivo: apfel strudel.
L’aggiunta di “apfel” si rese necessaria perché nel tempo la ricetta venne modificata, arricchita, rivisitata (come si usa dire oggi negli ambienti snob che parlano in punta di forchetta) e per strudel oggi si intende una pasta ripiena di altri ingredienti (frutta varia, verdure e persino salumi e formaggi).
Dall’Ungheria la ricetta dell’apfel strudel passò in Austria ed é proprio in questo Paese che possiamo gustarne la migliore qualità.
Dall’Austria inevitabile, per motivi storici, il passaggio nelle nostre valli alpine del Nord Est.
Ci sono tre tipi di pasta utilizzati per fare l’apfel strudel:
la pasta matta
la pasta frolla
la pasta sfoglia – (la più usata ed apprezzata).
Ma come si prepara questa delizia?
Ricetta: – QUI – 

Strudel di mele

Lo strudel di mele, noto anche come apfel strudel … una delizia che viene da molto lontano come ci racconta la sua storia.

INGREDIENTI per 6 persone

Un disco di pasta  di almeno 40 cm di diametro
Mele renette 1 chilo
Uva sultanina 100 grammi
Pinoli 100 grammi
Burro 150 grammi
Zucchero semolato 120 grammi
Rhum 1 bicchierino
Pane grattugiato 50 grammi
Limone medio 1
Cannella in polvere 2 cucchiai
Zucchero a velo q.b.

Preparate la pasta (pasta matta, pasta sfoglia o pasta frolla) secondo la ricetta.

Mentre la pasta riposa mettete l’uva sultanina nel rhum che avrete intiepidito a bagnomaria.
Tostate il pane grattugiato in una padella con due terzi del burro e lo zucchero facendo “biscottare” il tutto sino ad ottenere un bel color oro.
Terminata la biscottatura aggiungete la buccia grattugiata del limone, la cannella, i pinoli e mescolate.
Pulite le mele e tagliatele a fette non molto spesse.
Stendete la sfoglia abbastanza sottile e formate un rettangolo.
Spennellatene l’interno con burro fuso a bagnomaria e distribuite, con cura ed uniformemente, lasciando almeno un dito per lato di pasta “libera”, metà del composto di pane, l’uvetta che avrete scolato, le mele e concludete con l’altra metà del composto di pane.
Avvolgere nel senso della lunghezza il rettangolo dopo aver spennellato con del bianco d’uovo le parti di pasta “libera” (farà da collante) e saldando le parti stesse premendo con le dita.
Un ottimo sistema é mettere la sfoglia prima di farcirla su un foglio di carta da forno che vi sarà utilissima per arrotolare la sfoglia agendo lentamente sul foglio.
Riuscirete nell’operazione senza rompere la pasta.
Mettere quindi lo strudel di mele sulla leccarda del forno preriscaldato a 180°C e fate cuocere per circa 40 minuti.
Fatelo  intiepidire e servitelo dopo averlo spolverato di zucchero a velo.

Pasta frolla

La vendono pronta lo so … ma farla in casa é meglio perché avrete la garanzia della freschezza e della genuinità degli ingredienti.

INGREDIENTI per una base di frolla per 4 persone

500 grammi di farina
100 grammi di zucchero a velo
250 grammi di burro
sale 1 pizzico
1 uovo
1 limone

Setacciate la farina e lo zucchero a velo disponendoli a fontana (la montagnetta col buco che sembra un vulcano) ed al centro mettete il burro a temperatura ambiente, un pizzico di sale, l’uovo, la buccia grattugiata del limone ed impastate velocemente fino ad ottenere un impasto morbido e compatto.

Lasciate riposare l’impasto in frigo per almeno mezz’ora avvolto in pellicola.

Da qui si procede sia con la pasta pronta che con quella fatta a mano.

Spianate la pasta in una sfoglia di circa mezzo cm e disponetela nella teglia idonea.

Bucherellate il fondo della pasta con una forchetta e cuocete in forno preriscaldato a 180° C per circa  15-20 minuti.

Pasta matta

 

La pasta matta é ottima per sostituire –la pasta sfoglia-.
Infatti non contiene il burro che per molti é sgradito al gusto e per altri é nocivo alla salute.

INGREDIENTI per un disco di 40 cm di diametro

Farina di semola 250 grammi
Acqua 100 ml
Olio extravergine di oliva 2 cucchiai
Sale 1 pizzico

Mettere la farina a fontana (una montagnetta con un buco in mezzo) su un piano di lavoro.
Gradatamente aggiungere l’acqua, l’olio ed il sale.
Lavorare il tutto per circa 10 minuti e comunque sino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido.
Mettere l’impasto avvolto in un telo in un luogo buio ed a temperatura ambiente (ottimo il forno spento) per mezz’ora.
Stendere l’impasto con il mattarello ed utilizzarlo per le ricette che lo prevedono od in sostituzione della pasta sfoglia.

Pinoccate

Appaiono sulle tavole natalizie dell’Umbria sin dal Medioevo e  rientrano a pieno titolo tra I Piatti del Natale Italiano.
Anche il loro colore ne denuncia l’antica origine medioevale: bianche e nere come le balzane, i gonfaloni, i giochi della dama e degli scacchi, gli scudi dei cavalieri ed i rivestimenti di marmo dell’architettura.
Il loro nome deriva ovviamente dall’ingrediente principe: il pinolo.

INGREDIENTI per ottenere 40/45 pinoccate

Zucchero semolato 1 chilo
Pinoli 500 grammi
Acqua mezzo bicchiere
Cacao amaro in polvere 100 grammi
Ostie piccole 50
Limone 1

In una casseruola capace fate sciogliere acqua lo zucchero nell’acqua.
Quando avrete ottenuto lo sciroppo aggiungeteci la scorza grattugiata del limone ed i pinoli che avrete precedentemente fatto asciugare (senza che prendano colore) per un paio di minuti sulla piastra del forno a 150°C.
Mescolate sino ad ottenere un composto compatto.
Dividete il composto in due parti e procedete con la prima metà.
Stendetela su un panno umido creando una “sfoglia” alta circa due centimetri che taglierete a rombi delle dimensioni di un biscottino e che poserete ciascuno su un’ostia (se l’ostia debordasse basterà tagliarla prima di servire i dolcetti).
Nell’altra metà di composto versate il cacao, mescolate  e quindi procedete come per il composto bianco.
Se per caso il composto diventasse troppo sodo per stenderlo, rimettete la casseruola sul fuoco molto basso ed aggiungete uno e due cucchiai di acqua per renderlo di nuovo morbido.
Fate raffreddare le pinoccate e servitele.

 

Torrone al cioccolato

Il torrone … non manca mai sulla nostra tavola natalizia, in qualunque Regione ci troviamo, qualunque sia la tradizione dei I Piatti del Natale Italiano .
Sono secoli che mettiamo a dura prova i nostri denti con questo dolce straordinario … da quando eravamo … Antichi Romani.

Vogliamo provare a farlo in casa magari rendendolo più goloso con il cioccolato?

INGREDIENTI per 6 persone

450 gr di cioccolato fondente
250 gr di nocciole sgusciate
300 gr di miele millefiori
5 albumi d’uovo
200 gr di zucchero semolato
alcune ostie

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato.
Tostate nel forno a 180°C le nocciole (circa 10 minuti).
In una casseruola versate il miele e fatelo cuocere a fiamma bassa mescolando spesso.
Dopo circa un quarto d’ora controllatene la cottura prelevandone una piccola dose con la punta di un coltello ed immergendola in acqua fredda, se solidificandosi si spezza è pronto.
Mentre il miele cuoce preparate il caramello in un pentolino versando metà dello zucchero in pochissima acqua, mescolando continuamente e facendo quindi dorare lo zucchero
Occorreranno circa dieci minuti.
Sciogliete lo zucchero rimanente in 100 grammi di acqua tiepida su una fiamma bassissima e non appena sarà sciolto aggiungete il cioccolato fuso.
Mettete quindi in una casseruola di rame, possibilmente stagnato: il miele, lo sciroppo al cioccolato, le nocciole e gli albumi che avrete montato a neve ferma (immergendovi un cucchiaino in verticale lo stesso dovrà restare in piedi).
Mescolate con energia.
Stendete le ostie in maniera uniforme sul fondo di una vaschetta di alluminio, versateci il composto e coprite con altre ostie.
Lasciate riposare per 4/5 ore.