Zabaione

Una crema deliziosa, una specialità piemontese. Il suo ideatore é stato fatto Santo … non per la ricetta, sia chiaro, anche se, per chi scrive (e penso anche per chi legge), se lo meritava.
Fra’ Pasquale de Baylon era un frate francescano vissuto tra il 1540 ed il 1592.
Ecco perché lo zabaione si chiama così … a Torino il Santo lo chiamano San Baion.
Creò questa delizia che consigliava ai suoi parrocchiani torinesi della Parrocchia di San Tommaso quando avessero bisogno di acquistare forza e vigore. Grazie al “passaparola” la ricetta si diffuse rapidamente ed é arrivata sino a noi.

San Pasquale de Baylon é il Santo protettore dei Cuochi.
Se volete vederlo (e magari ringraziarlo) troverete un suo ritratto nel coro della Chiesa del Monte dei Cappuccini a Torino.

Di seguito trovate due ricette: quella tradizionale ed un’altra “festiva”.
Lo zabaione fa anche parte dei Piatti del Natale Italiano.

Ricetta tradizionale

INGREDIENTI per 4 persone
Marsala secco 8 cucchiai
Uova 8 tuorli
Vino bianco secco 8 cucchiai
Zucchero semolato 160 grammi

Mettete in un pentolino i tuorli e lo zucchero e sbattete il tutto con la frusta (meglio quella elettrica) sino ad ottenere una crema morbida, ariosa quasi bianca di colore.
Unite gradualmente il Marsala ed il vino bianco (che avrete mescolato in un recipiente apposito) e continuate a sbattere sino a che il liquido non sarà amalgamato alle uova.
Quindi immergete la pentola in un’altra più grande contenente acqua bollente per 1/3 del volume e che sarà stata posta sul fuoco molto basso.
Fate estrema attenzione che l’acqua non bolla ma abbia solo un lieve fremito altrimenti la crema formerà dei grumi.
Mescolate continuamente e delicatamente per almeno 15 minuti sino a che il composto non sia diventato cremoso e vellutato.
Servite immediatamente.

Variante “festiva”

INGREDIENTI per 4 persone
Spumante secco 250 ml
Uova 8 tuorli
Zucchero semolato 160 grammi

Il procedimento é identico a quello usato per la ricetta tradizionale

Seadas (o sebadas)

Ricette

 

Tra i più noti e amati dolci Sardi (chi scrive ne ha una vera e propria dipendenza), si consumano tutto l’anno ma fanno anche parte dei Piatti del Natale Italiano .

INGREDIENTI per 6 persone

Formaggio pecorino Sardo grasso e fresco 500 grammi
Semola fina di grano duro 250 grammi
Uova 2
Strutto q.b.
Arance 1
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale un pizzico
Limone ½
Miele di arancio o di corbezzolo  250 grammi

Immergete il formaggio per circa 10 minuti in acqua bollente per renderlo morbidissimo, quindi fatelo sgocciolare o strizzatelo in un canovaccio.
Impastate la semola con le uova, un pizzico di sale che avrete sciolto in un cucchiaio di acqua calda e lo strutto (che avrete sciolto a bagnomaria).
Lavorate sino ad ottenere una pasta uniforme e morbida e lasciatela riposare coperta da un canovaccio per 30 minuti.
Nel frattempo mescolate al formaggio la buccia di limone grattugiata.
“Tirate” la pasta per ottenere una sottile sfoglia e create dei dischi (il bordo di una tazza andrà benissimo).
Utilizzando metà dei dischi mettete al centro di ciascuno una noce grande di formaggio schiacciandola ma facendo in modo che il bordo sia “libero”.
Quindi sovrapponete gli altri dischi e chiudete le seadas premendo ai bordi con le dita.
Per ottenere un’adesione salda tra i dischi spennellate i bordi di ambedue con albume d’uovo.
In una padella a bordi alti, o nella friggitrice, friggete le seadas nell’olio abbondante per circa un minuto o almeno sino a che non saranno ben dorate.
Mettete nel piatto di portata dopo averle passate nella carta casa per eliminare l’eccesso di olio e versate sopra ciascuna un cucchiaino di miele ben caldo (scaldato a bagnomaria).
La raccomandazione importante è quella di servirle ben calde.

Calcionetti

Ricette

 

Un dolcetto che non manca mai sulle tavole natalizie abruzzesi.
Una specialità che fa parte a pieno diritto dei Piatti del Natale Italiano.
Il loro nome in dialetto é “caggnit” ed é tradizione prepararne una grandissima quantità perché vengono distribuiti ai vicini di casa e a tutti i parenti oltre che portati in tavola.
Una tradizione regalare i “caggnit”, tanto radicata che gli studenti universitari che studiano fuori dall’Abruzzo, in occasione del Natale, ne portano con se’ grandi quantità da regalare agli amici di altre Regioni.

INGREDIENTI PER 12 PERSONE

Per la sfoglia:
Farina 00 2 chili
Vino bianco secco 3 quarti
Uova 2
Zucchero semolato 1 cucchiaio
Olio d’oliva 2 bicchieri

Per il ripieno:
Castagne 3 chili
Torrone di mandorle 900 grammi
Zucchero semolato 400 grammi
Cacao amaro in polvere 4 cucchiai
Liquore a scelta (meglio se Sambuca) 2 bicchierini
Caffè 2 tazzine
Cioccolato fondente 400 grammi

Inoltre:
Olio d’oliva q.b.
Zucchero a velo q.b.

Bollite e spelate le castagne quindi passatele al passaverdure o schiacciatele bene sino a ridurle in poltiglia, tritate il torrone, grattugiate la cioccolata ed unite tutto al resto degli ingredienti indicati per il ripieno lavorando sino ad ottenere una pasta morbida.
Preparate l’impasto per la sfoglia spianandolo sottile e tagliandolo in quadrati di 5/7 centimetri di lato.
Mettete un cucchiaino di composto su ciascun quadrato e chiudete come fate solitamente con i ravioli.
Per mantenere ben uniti i lati spennellateli con bianco d’uovo premendo con le dita.
In una padella capace mettete l’olio e friggete i calcionetti per qualche minuto sino a che non saranno ben dorati.
Eliminate l’eccesso d’olio posandoli su carta da casa assorbente e quindi serviteli spolverandoli con zucchero a velo.

Gubana

Ricette

 

Nei pranzi natalizi dell’ospitale e ridente Friuli non manca mai questo dolce che da sempre fa parte di quei Piatti del Natale Italiano che tradizionalmente troneggiano sulle tavole imbandite di tutto il nostro Paese (panettone, torrone, pandoro).
Ineguagliabile dolce dal nome di origine slovena (guba = piega) é talmente parte integrante del territorio friulano che Gubana, nelle Valli del Natisone, é anche un diffusissimo cognome. E’ stato creato persino un Consorzio per la protezione del Marchio Gubana (relativamente al dolce non al cognome).

INGREDIENTI

Farina Manitoba 500 grammi
Burro 25 grammi
Olio 50 grammi
Uova 3
Zucchero 4 cucchiai
Vaniglia 1 fiala
Limone 1
Latte 1 decilitro
Lievito di birra 100 grammi
Sale un pizzico
Grappa 1 cucchiaio

Per il ripieno:
Gherigli di noce 250 grammi
Uva passita bionda 100 grammi
Pinoli 50 grammi
Cedro candito 50 grammi
Burro 30 grammi

La sera prima di preparare la gubana mettete la farina in un contenitore aperto in luogo caldo.
Il giorno dopo preparate la pasta sfoglia secondo la ricetta comune. che trovate – QUI –.
Coprite l’impasto con un canovaccio e mettete per 1 ora in luogo buio a temperatura ambiente (perfetto il forno spento).
Quando la lievitazione sarà a 5 minuti dal termine scaldate il restante latte, sciogliete il burro a bagnomaria e mescolate aggiungendo il rimanente zucchero, la buccia grattugiata del limone e la fiala di vaniglia.
Sbattete i tuorli delle uova ed unite al resto aggiungendo la grappa.
Quindi unite tutto alla pasta in maniera graduale impastando sino a che non avrete ottenuto di nuovo un composto morbido ed elastico che metterete a lievitare per ancora 60 minuti.
Stendete la pasta sfoglia lasciandola alta 1 centimetro e spandendo sulla superficie il ripieno che avrete ottenuto così:
pestate le noci, tostate i pinoli in 30 grammi di burro, tagliate il cedro a dadini piccoli, ammollate l’uvetta in acqua tiepida quindi spremetela bene.
In un contenitore mescolate tutti gli ingredienti sino ad ottenere un ripieno omogeneo in cui tutto sia ben amalgamato per non avere poi come risultato una parte di dolce con sole noci o pinoli eccetera.
Sul ripieno steso sulla pasta mettete qua e là qualche ricciolo di burro.
Arrotolate la pasta racchiudendovi il ripieno e quindi chiudete il rotolo ad anello premendo bene i lati perché il ripieno non fuoriesca durante la cottura.
Mettete la gubana sulla placca del forno che avrete spruzzato con dell’acqua e spennellate la superficie con del tuorlo d’uovo.
Cuocete in forno preriscaldato a 200°C per circa 45 minuti, lasciatela raffreddare e servite tagliata a fette.

 

 

Ricciarelli

Ricette

Storia antica la loro … le prime testimonianze risalgono nientemeno che al 1400.
Dolci tipicamente Senesi sono immancabili su tutte le tavole Toscane (e non solo) e fanno parte quindi dei fantastici ed innumerevoli Piatti del Natale Italiano
Si presentano come enormi “chicchi di riso” ed al sapore sono deliziosi ed irresistibili …

INGREDIENTI

Mandorle pelate 500 grammi
Zucchero semolato 400 grammi
Albumi 3
Mandorle amare 5
Vaniglia 1 pizzico
Cannella in polvere 1 pizzico
Limone 1
Zucchero a velo q.b.

La preparazione deve avvenire il giorno prima della cottura.

Tritate finemente le mandorle e le mandorle amare quindi mescolate agli albumi che avrete sbattuto con una forchetta, lo zucchero, la vaniglia, la cannella e la buccia grattugiata del limone.
Quando avrete ottenuto un impasto morbido e omogeneo stendetelo in una sfoglia alta 1 centimetro che taglierete a rombi di circa 8 centimetri per 4.
Mettete i rombi su un figlio di carta da forno che poserete sulla piastra del forno.
Lasciate la piastra fuori dal forno e fate riposare i ricciarelli per una notte.
L’indomani fate cuocere in forno a 100°C per 25 minuti.
Servite freddi spolverati di zucchero a velo.
Potete anche immergerli in cioccolato fondente fuso.

Colomba pasquale

Ricette

 

Siamo in molti a pensare che la colomba pasquale sia un dolce di tradizione antichissima. Nulla di più falso. E’ nata per la geniale idea di un produttore di panettoni milanesi che volle utilizzare gli impasti avanzati.
 Non ci credete? Leggete – QUI –

Ingredienti per una colomba di circa 500 grammi:


Farina 00 200 grammi
Zucchero 160 grammi
Lievito di birra 25 grammi
Burro 250 grammi
Latte intero 1 bicchiere colmo (100 grammi)
Uova 4
Buccia di arancia candita 100 grammi
Cedro candito 50 grammi
Arance 1
Limoni 1
Granella di zucchero 50 grammi
Mandorle sgusciate 100 grammi
Zucchero a velo q.b.
Sale q.b.

In un contenitore impastate metà della farina con il lievito che avrete sciolto in pochissima acqua tiepida ed un pizzico di sale.
Impastate bene con le mani e poi fate una palla che coprirete con un canovaccio asciutto e mettete a riposare in un luogo buio e non freddo (il forno spento é l’ideale) per mezz’ora sino a che il volume non sarà raddoppiato.
A quel punto aggiungete la restante farina, tre uova intere ed un albume, il burro che avrete sciolto a bagnomaria, le scorzette di arancia ed il cedro tagliati a dadini piccoli, le bucce dell’arancia e del limone grattugiate ed il latte a temperatura ambiente.
Impastate e mescolate bene il tutto, mettete l’impasto in una teglia a forma di colomba, coprite con un canovaccio asciutto e mettete a riposare in un luogo buio e non freddo (il forno spento é l’ideale) per due ore sino a che il volume non sarà raddoppiato.
Sbattete il tuorlo e spennellate la superficie della colomba, spargete quindi le mandorle e la granella di zucchero.
Mettete in forno preriscaldato a 200°C per 10 minuti, quindi fate scendere la temperatura a 180°C e cuocete per mezz’ora coprendo però la teglia con carta da forno per non far bruciare la parte superiore.
A cottura ultimata togliete dal forno e, quando la colomba sarà fredda, cospargete generosamente lo zucchero a velo.

Torta mimosa

Ricette
La mimosa é il simbolo della Festa della Donna.
Il fiore venne utilizzato per la prima volta nel 1946 essendo un fiore molto economico e reperibile nei primi giorni di marzo.
Nacque poi questa torta che con le briciole di Pan di Spagna sulla superficie ricorda appunto l’umile, vaporoso e profumatissimo fiore.
Quale giorno più adatto di oggi per proporvi questa ricetta?
Buon 8 marzo a tutte!

Ingredienti

Pan di Spagna da 26 cm di diametro
Crema pasticciera 500 grammi
Panna montata 200 grammi
Marsala due bicchierini o q.b.
Ananas in sciroppo 400 grammi
Gelatina per dolci 3 fogli = 6 grammi
6 g di gelatina per dolci (3 fogli)

Vino in abbinamento: Moscato D’Asti

Fate una torta con il Pan di Spagna preparandola direttamente in casa secondo la ricetta che trovate – QUI – o acquistandola già pronta.
Preparate la Crema pasticciera ed unitela alla panna montata con delicati movimenti dal basso verso l’alto quindi aggiungete l’ananas tagliato a dadini piccolissimi e la gelatina che avrete ammollato in acqua fredda.
Mettete il composto in frigorifero per almeno 10 minuti.

Nel frattempo il Pan di Spagna si sarà raffreddato.

Tagliate la parte superiore della torta e scavate levando l’interno per ottenere un “pozzetto” di 2 centimetri di spessore.
Bagnate con il Marsala la base del dolce facendo attenzione a non inzupparlo, versate quindi la crema e datele una forma a cupola spalmandola anche sulla parte esterna della torta.
Sbriciolate il Pan di Spagna dell’interno e del pezzo tagliato e cospargete tutto il dolce.

Crema pasticciera

Ricette

 

Eclettica sino al punto che può essere servita da sola come dolce al cucchiaio o utilizzata come ingrediente principe per molte preparazioni dolciarie o anche semplicemente per farciture o solo per guarnizioni.

Ingredienti per 500 grammi di crema
Uova 4
Zucchero 100 grammi
Farina 00 75 grammi
Latte mezzo litro
Secondo gusto:
Vaniglia 1 stecca
Limone 1

Scaldate il latte (se volete aggiungete la buccia grattugiata del limone oppure i semini della stecca di vaniglia).
Nel frattempo mettete i tuorli in un pentolino grande e, lavorando con la frusta, unite lo zucchero sino ad ottenere una spuma morbida e chiara.
Quindi continuate a lavorare aggiungendo gradualmente la farina.
Quando il tutto sarà ben omogeneo mettete sul fuoco molto basso e fate addensare mescolando delicatamente e continuamente.
In caso il risultato sia troppo denso diluite con due cucchiai di latte freddo.
Se nel latte scaldato a parte avete aggiunto il limone o la vaniglia passatelo con colino versandolo nel pentolino con i tuorli (che avrete momentaneamente tolto dal fuoco) mescolando rapidamente.
Quindi rimettete sulla fiamma bassissima e continuate a mescolare.
Quando la crema sarà ben addensata sarà pronta.
A questo punto mettetela in un contenitore, coprite con la pellicola e lasciate raffreddare sino al momento in cui potrete metterla in frigorifero.
In caso vogliate una crema più “leggera” potete agire in due modi diversi:
– aggiungete panna montata
– aggiungete albume montato a neve ferma
Varianti
Crema pasticciera al caffè: aggiungete alla crema bollente 2 cucchiai di caffè solubile
Crema pasticciera al cioccolato: sostituite 20 grammi di farina con altrettanto cacao in polvere

Ravioli dolci

Ricette

 

Per Carnevale in Italia vengono preparati molti dolcetti tradizionali.
Ma ce ne sono due che accomunano la Nazione da Nord a Sud (isole comprese).


Sono le Frappe (o chiacchiere o cenci o…) ed i ravioli dolci.

Ma, mentre i primi vengono preparati nello stesso identico modo ovunque, per i ravioli dolci esistono varianti regionali nella farcitura.
In Sardegna:
– Seadas ripiene di pecorino, al quale, solo ad Ozieri vengono aggiunte uva passa e prezzemolo.
– Culingiones o Culingionis de mendula, ripieni di un impasto di miele, mandorle, scorzette di limone tritate e acqua di fiori d’arancio
– S’azza de casu o còccias de casu o is còccias de casu, ripieni di formaggio fresco di capra leggermente acido, uova, zucchero e limone
– Culingioneddus de melairanni, ripieni di mela cotogna bollita con lo zucchero ridotta alla consistenza di crema
In Lombardia:
– Ravioli dolci ripieni di amaretti, cacao, cedro candito, biscotti e latte
In Lazio:
– Farciti con una purea di castagne arrostite, sbucciate, bollite, schiacciate e ripassate in casseruola con zucchero, liquore e cioccolato fondente
– Con ripieno di patate lesse schiacciate, pecorino, uova, uva sultanina rinvenuta nel vino
In Basilicata:
– Calzoncelli ripieni di marmellata o mostarda o purea di castagne o di ceci o mista, aromatizzati con zucchero, cannella, cacao amaro, cioccolato fondente, liquore d’anice e vaniglia.
– Con ripieno di ricotta, sale, zucchero, prezzemolo e cannella e sfoglia di farina, acqua e uova.
Solo a Melfi il ripieno tipico è fatto di mandorle tostate, zucchero, cannella e cioccolato fondente e la cottura avviene in forno.
In Sicilia:
– Cassateddi, ripieni di ricotta di pecora zuccherata, con gocce di cioccolato fondente.

Su proposta delle singole Regioni il Ministero per adesso ha riconosciuto fra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani:
Ravioli dolci di ricotta (Abruzzo)
Ravioli con crema di castagne (Lazio)
Coccias de casu, Cruxioneddu de mindua, Culungioneddos de mendula, Culungioneddus de melairann, S’azza de casu, Seadas (Sardegna)
Cassateddi, Cassatella di Agira (Sicilia)

Propongo una versione ripiena di ricotta

Ingredienti:
Farina 00 200 grammi
Lievito vaniglinato 1 cucchiaino
Limone o Arancia 1
Zucchero 100 grammi
Burro 70 grammi
Ricotta di mucca 30 grammi
Uova 1 + 1 albume
Sale 1 pizzico
Marmellata di frutta 250 grammi
Uva sultanina 100 grammi
Zucchero a velo q.b.

Lavorate il burro, la ricotta, lo zucchero e la buccia grattucciata dell’agrume sino a formare un amalgama compatto da unire poi alla farina con un pizzico di sale.
Aggiungete l’uovo ed il lievito ed impastate sino ad ottenere una pasta omogenea.
Lasciare la pasta in un luogo molto fresco per circa 30 minuti.
Stendetela in una sfoglia spessa circa 1 centimetro che poi ritaglierete in rettangoli di 5 x 8 centimetri (approssimativamente).
Mettete al centro di ciascun rettangolo un cucchiaino di marmellata (sarà fantastico usare tre marmellate diverse) e qualche acino di uva sultanina che avrete fatto “rinvenire” in acqua tiepida.
Spennellate con l’albume i bordi del rettangolo ed uniteli premendo bene con una forchetta.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti.
Fateli raffreddare e serviteli dopo averli cosparsi di zucchero a velo.

Le frappe (o chiacchiere o cenci o….)

Storia

Un semplice dolcetto fatto di farina, uova e zucchero il cui impasto viene prima tirato, poi tagliato in strisce e quindi fritto.  (Ricetta)
La loro nascita é dovuta ad una esigenza di rapidità ed economicità.
Quando la gente si riversava a moltitudini nelle piazze per festeggiare il Carnevale, era necessario offrire loro qualcosa che appunto potesse coniugare il piacere con la rapidità di preparazione ed il basso costo.
Così i fritti in generale la facevano da padroni … frappe, castagnole, frittelle, zeppole … gli stessi preparati nell’antica Roma con il nome generico di frictilia.
A Carnevale li troviamo in tutta Italia, sono il dolce tradizionale e nazionale mentre altri dolci sono più di tradizione ristretta locale.
La cosa che mi ha sempre stupito é che questo umile dolce (umile ma tanto tanto goloso) non ha lo stesso nome nelle varie Regioni.
E non solo, un’altra curiosità é che lo stesso nome lo ritroviamo in zone e città lontanissime tra loro.
Il perché di questi molteplici “battesimi” nessuno lo sa ma é comunque interessante e curioso conoscerli.
Bugie (Genova, Torino, Imperia)
Cenci, Crogetti, Lattughe (Toscana)
Chiacchiere, Lasagne, Pampuglie (Sicilia, Campania, Lazio, Sardegna, Umbria, Puglia, Calabria, Milano)
Cioffe (Sulmona, centro Abruzzo)
Cròstoli (Ferrara, Veneto, Trentino, Friuli, Venezia Giulia)
Galàni (Venezia, Verona, Padova)
Intrigoni (Reggio Emilia)
Rosoni, Sfrappole (Bologna, Parma, Modena, Romagna)
Sfrappe (Marche)
Sprelle (Piacenza)

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