DOP è l’acronimo di Denominazione di Origine Protetta, un marchio europeo che garantisce la provenienza specifica di un prodotto agroalimentare.
Richiede che tutte le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione avvengano all’interno di una determinata area geografica.
IGP è l’acronimo di Indicazione Geografica Protetta, un marchio europeo che garantisce la provenienza specifica di un prodotto agroalimentare.
Prevede che almeno una fase della produzione, trasformazione o elaborazione avvenga in una determinata area geografica.
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di riconoscimenti agroalimentari DOP e IGP.

Il Cappero di Pantelleria IGP identifica i boccioli fiorali della *Capparis spinosa* L. varietà *inermis*, cultivar Nocellara, coltivati esclusivamente sull’isola di Pantelleria, nel Canale di Sicilia.
La presenza della pianta sull’isola è antica e la sua diffusione è favorita dalle particolari condizioni ambientali, caratterizzate da terreni vulcanici, clima arido e costante esposizione ai venti.
Pur essendo difficile stabilire con precisione l’epoca d’inizio della coltivazione, il cappero è documentato da secoli come una delle principali risorse agricole pantesche e rappresenta un elemento distintivo dell’economia rurale dell’isola.
Una delle prime testimonianze dettagliate risale al 1855, quando il naturalista e geologo Pietro Calcara, nella sua opera “Breve cenno sulla Geognosia ed Agricoltura dell’isola di Pantelleria”,
descrive la coltivazione del cappero come un’attività ormai consolidata e di notevole rilievo economico.

Nel corso dell’Ottocento la produzione assume un ruolo sempre più importante negli scambi commerciali con la Sicilia e con altri porti del Mediterraneo, favorita dalla tecnica della conservazione sotto sale marino che consentiva lunghi periodi di trasporto senza alterarne le caratteristiche.
La raccolta esclusivamente manuale dei boccioli e la successiva salatura sono rimaste sostanzialmente immutate fino ai giorni nostri e costituiscono ancora oggi gli elementi che identificano la tradizione produttiva del Cappero di Pantelleria IGP, profondamente legata alla storia agricola e gastronomica dell’isola.
Il Cappero di Pantelleria ha ottenuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta nel 1996 con il Regolamento (CE) n. 1107/96.
Disciplinare
La zona di produzione coincide con l’intero territorio del comune di Pantelleria.
Il disciplinare riserva la denominazione ai boccioli fiorali della specie *Capparis spinosa* L. varietà *inermis*, cultivar Nocellara.
La raccolta è esclusivamente manuale e si svolge in modo scalare dal 1° maggio al 31 ottobre.
Dopo la raccolta i capperi vengono sottoposti a salatura a secco esclusivamente con sale marino.
La maturazione avviene attraverso una naturale fermentazione lattica che conferisce al prodotto le caratteristiche organolettiche previste dal disciplinare.
Tutte le operazioni di lavorazione e confezionamento devono svolgersi nell’isola di Pantelleria.
Il prodotto finito presenta forma globosa o subsferica, colore verde tendente al senape, aroma intenso e caratteristico e sapore aromatico e sapido.
Come si consuma
Viene generalmente dissalato con un breve risciacquo prima dell’impiego.
È utilizzato sia a crudo sia aggiunto nelle fasi finali della preparazione per conservarne il profilo aromatico.
Trova largo impiego nell’insalata pantesca, nel pesto pantesco, nella caponata, nelle preparazioni a base di pesce, nelle salse con pomodoro e olive e in numerosi piatti della tradizione mediterranea.

Eventi
Alla data attuale non risultano manifestazioni storicamente consolidate dedicate esclusivamente al Cappero di Pantelleria IGP tali da costituire un evento ufficiale di riferimento.
Consorzio di tutela
Alla data attuale non risulta costituito un Consorzio di tutela ufficialmente riconosciuto dedicato esclusivamente al Cappero di Pantelleria IGP.
Il Cappero di Pantelleria IGP continua a rappresentare una coltivazione profondamente legata all’ambiente dell’isola e a una tradizione produttiva rimasta fedele alle proprie caratteristiche essenziali.
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