La pitta ’mpigliata è un dolce della tradizione di San Giovanni in Fiore, nella Sila cosentina, legato alle feste familiari e soprattutto al Natale.
Un tempo accompagnava anche le cerimonie nuziali: compare infatti in un contratto matrimoniale del 1728 fra la famiglia Giaquinta e il possidente Battista Caligiuro.
L’accordo prevedeva che la famiglia dello sposo la offrisse alla fine del banchetto, preparandola in anticipo e curandone la qualità.
Un dolce tanto importante da trovare posto persino negli accordi delle nozze!
La sfoglia all’olio e vino racchiude noci e uva passa, ingredienti conservabili che arricchivano la cucina delle ricorrenze. Le roselline, raccolte sulla base di pasta, acquistano in forno il profumo delle spezie e il colore ambrato del miele.

Ingredienti per 6 persone
250 g di farina di grano tenero tipo 0
65 g di zucchero semolato
50 ml di olio EVO
50 ml di vino bianco dolce Moscato
50 ml di succo d’arancia appena spremuto
15 ml di liquore all’anice
15 ml di liquore Strega
7,5 ml di liquore al mandarino
250 g di gherigli di noci
250 g di uva sultanina secca
110 g di miele millefiori fluido
¾ di cucchiaino raso di cannella in polvere
½ cucchiaino raso di chiodi di garofano macinati
Sale fino, un piccolo pizzico
Olio EVO q.b. per la teglia e le sfoglie
Farina di grano tenero tipo 0 q.b. per la spianatoia
Mettete l’uvetta in acqua tiepida per circa 10 minuti, quindi scolatela e asciugatela bene.
Spezzettate le noci e mescolatele con l’uvetta, 25 ml di succo d’arancia, 7,5 ml di liquore all’anice, 7,5 ml di liquore Strega e il liquore al mandarino.
Aggiungete ¼ di cucchiaino di cannella e ¼ di cucchiaino di chiodi di garofano, mescolate e lasciate riposare il ripieno coperto per 3–4 ore.
Scaldate dolcemente i 50 ml d’olio con il vino, il succo d’arancia e i liquori rimasti, quindi unite 10 g di miele.
Mescolate la farina con 50 g di zucchero, il sale, ¼ di cucchiaino di cannella e i chiodi di garofano rimasti.
Incorporate i liquidi tiepidi e lavorate sulla spianatoia fino a ottenere una pasta liscia e omogenea.
Stendetene una parte in una sfoglia rotonda sottile e adagiatela in una teglia unta, lasciandola debordare.
Stendete la pasta restante in rettangoli sottili e ricavatene strisce larghe circa 10 cm.
Spennellatele leggermente d’olio e cospargetele con 7,5 g di zucchero e quasi tutta la cannella restante, conservandone un poco per la superficie.
Distribuite il ripieno su metà di ciascuna striscia, nel senso della lunghezza, ripiegatevi sopra l’altra metà e arrotolate formando le roselline.
Sistematele vicine sulla base, aprite delicatamente i bordi superiori e rialzate la sfoglia esterna contro le rose, raccogliendola in modo che le sostenga.
Legate intorno al dolce uno spago da cucina per mantenere raccolte le roselline durante la cottura.

Cuocete nel forno già caldo a 170–180 °C per circa un’ora, finché la pasta sarà dorata e ben cotta anche all’interno.
Durante la parte finale della cottura distribuite una parte dei 100 g di miele rimasti, leggermente intiepidito.
Appena sfornata, completate la pitta con il resto del miele, i 7,5 g di zucchero e la cannella tenuti da parte.
Lasciate raffreddare completamente e togliete lo spago prima di servire.
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