Dolce pasquale della tradizione calabrese, simbolo di rinascita e legami familiari.
Preparazione antica e rustica, dove pochi ingredienti si trasformano in forme cariche di significato, tramandate di generazione in generazione.
Viene consumato la mattina di Pasqua come il cugino Casatiello.
Può avere varie forme a seconda della manualità e la fantasia di chi lo prepara … gallina, coniglio o più semplicemente treccia.

Ingredienti (per 4 persone)
- 500 g di farina 00
- 150 g di zucchero
- 100 ml di olio extravergine d’oliva
- 3 uova
- 50 ml di latte
- 1 cucchiaino di ammoniaca per dolci
- scorza di limone grattugiata
- 1 pizzico di sale
- uova intere (per decorazione)
- zuccherini q.b.
Disporre la farina a fontana e unire zucchero, uova e olio, aggiungere la scorza di limone e il sale.
Sciogliere l’ammoniaca nel latte tiepido e incorporarla all’impasto, quindi lavorare fino a ottenere un composto sodo ed elastico.
Formare le sagome tradizionali e inserire le uova intere fissandole con strisce di impasto.
Disporre su una teglia rivestita di carta da forno, spennellare con uovo e cospargere con zuccherini.
Cuocere in forno a 180°C fino a doratura, quindi lasciare raffreddare completamente.
I miei consigli di abbinamento:
Greco di Bianco Passito DOC
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Crescia di Pasqua (Marche)
Chifeletti (Friuli Venezia Giulia)
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