Il Biferno prende il nome dall’omonimo fiume e si produce sulle colline della provincia di Campobasso, tra l’entroterra molisano e la costa adriatica. Ha ottenuto la DOC nel 1983.
La viticoltura molisana ha una storia documentata almeno dal 1836, quando Giuseppe del Re descrisse i vigneti della Regione. Nel 1892, a Ferrazzano, nacque una Società Operaia che promosse le attività agricole locali.
La denominazione comprende cinque tipologie: bianco, rosato, rosso, rosso Superiore e rosso Riserva.
Questo articolo descrive le tre tipologie rosse, ottenute principalmente da Montepulciano e Aglianico: Biferno Rosso, Biferno Rosso Superiore e Biferno Rosso Riserva.

| BIFERNO ROSSO | BIFERNO ROSSO SUPERIORE | BIFERNO ROSSO RISERVA |
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Colore: rubino più o meno intenso; riflessi granati se invecchiato. Aroma: gradevole e caratteristico; profumo etereo se invecchiato. Sapore: asciutto, armonico, vellutato e giustamente tannico. Persistenza: Media Alcool: minimo 11,5% vol. Temperatura di servizio: 16–18 °C. Bicchiere: calice medio da vino rosso. Abbinamenti: pasta al ragù, arrosti di maiale, agnello al forno. |
Colore: rubino più o meno intenso; riflessi granati se invecchiato. Aroma: intenso e caratteristico; profumo etereo se invecchiato. Sapore: asciutto, armonico, vellutato e giustamente tannico. Persistenza: Lunga Alcool: minimo 12,5% vol. Temperatura di servizio: 16–18 °C. Bicchiere: calice ampio da vino rosso. Abbinamenti: brasato di manzo, selvaggina in umido, formaggi stagionati. |
Colore: rubino più o meno intenso, con riflessi granati. Aroma: intenso, pieno e caratteristico; profumo etereo. Sapore: robusto, asciutto, armonico, vellutato e giustamente tannico. Persistenza: Molto lunga Alcool: minimo 13% vol. Invecchiamento: almeno tre anni dal 1° novembre dell’anno della vendemmia. Temperatura di servizio: 18 °C. Bicchiere: calice ampio da vino rosso. Abbinamenti: selvaggina arrosto, brasati di lunga cottura, formaggi stagionati. |


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