Luoghi di … vini: Castel del Monte

Castel del Monte (che da il nome a vini della zona tra cui il Rosato) è uno degli edifici più noti nel Mondo, Monumento Nazionale dal 1936 e Patrimonio dell’Umanità dal 1996.

La sua immagine è familiare a tutti noi perché nel tempo è stata utilizzata prima per il francobollo da 200 Lire del 1977, poi in quello da 20 Lire del 1980 ed appare oggi sul nostro centesimo di Euro. Inoltre è stata anche acquisita dal Politecnico di Bari che ne ha la pianta rappresentata nello stemma.

Il castello fu fatto costruire nel XIII Secolo dall’imperatore Federico II nell’attuale territorio della frazione omonima del Comune di Andria in Puglia.

La data di inizio dei lavori viene fatta risalire da alcuni al 29 gennaio 1240 quando Federico II ordinò i materiali per costruirlo ma altri affermano che in quella data l’edificio era già molto avanti nella costruzione.

Non solo la data di costruzione è incerta, peggio è che non si sa esattamente chi ne fu l’Architetto.

C’è chi dice Riccardo da Lentini e chi afferma che il progetto sia invece dello stesso imperatore (che, ironia della sorte, non ne vide la completa edificazione in quanto morì nel 1250 prima che venisse terminato).

Incerta è anche la teoria non documentata che il castello sia stato costruito sulle rovine di una fortezza longobarda.

Come sia sia, quando, come e da chi sia stata costruito Castel del Monte, resta il fatto che questa magnifica costruzione merita sicuramente un capitolo del nostro viaggio nei luoghi di…vini.

Pur appartenendo ai cosiddetti edifici di architettura militare in realtà di militare Castel del Monte ha ben poco.

Non è circondato da fossati, non sorge in posizione strategica, le scale a chiocciola sono in senso antiorario e le feritoie sono troppo piccole.

L’ipotesi più avvalorata è che fosse utilizzato per lo studio delle varie Scienze matematiche, geometriche ed astronomiche.

Stracolmo di simbolismi, Castel del Monte è considerato un luogo magico tanto che su di esso aleggiano moltissime leggende.

La sua stessa forma ottagonale è simbolica: l’ottagono è la figura che sta tra il quadrato (simbolo della terra) ed il cerchio (simbolo del cielo) e le ombre delle mura hanno una precisa direzione nei giorni di solstizio e di equinozio. Ad esempio, nell’equinozio d’autunno coprono in ogni sua parte la lunghezza del cortile interno mentre, 30 giorni esatti dopo, coprono le stanze in tutta la loro lunghezza.

Ma l’otto non ricorre solo nella forma esterna della costruzione, infatti l’8 aprile e l’8 ottobre un raggio di sole diretto che entra da una finestra colpisce un muro del cortile interno ed un tempo illuminavano un bassorilievo (ora purtroppo scomparso).

Vi sono poi otto torri, otto stanze interne, la vasca interna era ottagonale, si vedono otto quadrifogli su ciascuna cornice del portale d’ingresso, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze interne, otto foglie di girasole in una delle stanze, otto foglie e otto petali in un’altra, otto foglie di acanto in un’altra ancora ed otto foglie di fico in una stanza al piano superiore.

Qualcuno non vede simbolismi in questa costante presenza del numero 8 ma solo un richiamo alla corona di Federico II che era, appunto, ottagonale. Un’autocelebrazione insomma.

Splendida costruzione ha comunque, come ho detto, un’alea inquietante che ancora oggi avvolge chi lo visita.

Vi fu un periodo di abbandono per Castel del Monte anche se non fu proprio “abbandonato” nel vero senso della parola, anzi … è stato frequentato assiduamente ma … dai predatori di vario genere da quelli illegali a quelli “legali”.

Gli arredi vennero asportati, le decorazioni di marmo sulle pareti anche e la costruzione subì un decadimento così massiccio che da splendido castello che aveva visto lussi e sfarzo finì con il diventare un ricovero per pastori.

Nel 1876 lo Stato Italiano lo acquistò ed iniziò il restauro che però costò anche la demolizione di alcune parti originali (erano pericolanti) sostituite da “copie”.

L’artefice del restauro fu l’Architetto Quagliati il quale però non riuscì ad arrestare il degrado per cui l’edificio subì altri interventi tra il 1975 ed il 1981.

Internamente il castello presenta due piani rialzati rispetto al piazzale. La copertura delle stanze è costituita da una volta a crociera e da spicchi a volta diversi per ciascuna stanza. Per accedere al piano superiore vengono utilizzate delle scale a chiocciola (solo in alcune delle otto torri).

Da notare che il piano superiore, pur se simile a quello inferiore, è più curato ed architettonicamente più raffinato ad iniziare dalle finestre bifore e trifore particolarissime (sono fiancheggiate da scalini e sedili). I sedili sono anche disposti lungo le pareti delle sale.

Si dice che al centro del cortile interno tempo vi fosse un’enorme vasca ottagonale creata da un unico blocco di marmo che, secondo una leggenda, rappresentava l’immagine del Santo Graal ospitato all’interno del castello.

Ai visitatori la vista del castello dal cortile interno appare come un pozzo e si dice che proprio un “pozzo” fosse l’idea della struttura (a rappresentare il pozzo della conoscenza).

Un cenno va senz’altro fatto sulla decorazione di Castel del Monte, che un tempo era opulenta e che ormai è scomparsa totalmente.

Le chiavi di volta erano decorate con creature della Mitologia, foglie e frutti, le porte erano circondate da cornici in porfido e nelle sale erano presenti molti bassorilievi.

Un’altra affascinante caratteristica è l’effetto cromatico originato dai vari materiali utilizzati: dal bianco al rosa della pietra calcarea, dal marmo immacolato a quello con venature, alla più evidente nota di colore della breccia corallina che in passato aveva un effetto ancora più marcato visto che tutte le stanze erano rivestite da lastre del materiale.

Castel del Monte non può mancare negli itinerari turistici, non vi capiterà in nessuna altra parte del Mondo di trovare qualcosa di simile. 

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