Strudel di mele

Lo strudel di mele, noto anche come apfel strudel … una delizia che viene da molto lontano come ci racconta la sua storia.

INGREDIENTI per 6 persone

Un disco di pasta  di almeno 40 cm di diametro
Mele renette 1 chilo
Uva sultanina 100 grammi
Pinoli 100 grammi
Burro 150 grammi
Zucchero semolato 120 grammi
Rhum 1 bicchierino
Pane grattugiato 50 grammi
Limone medio 1
Cannella in polvere 2 cucchiai
Zucchero a velo q.b.

Preparate la pasta (pasta matta, pasta sfoglia o pasta frolla) secondo la ricetta.

Mentre la pasta riposa mettete l’uva sultanina nel rhum che avrete intiepidito a bagnomaria.
Tostate il pane grattugiato in una padella con due terzi del burro e lo zucchero facendo “biscottare” il tutto sino ad ottenere un bel color oro.
Terminata la biscottatura aggiungete la buccia grattugiata del limone, la cannella, i pinoli e mescolate.
Pulite le mele e tagliatele a fette non molto spesse.
Stendete la sfoglia abbastanza sottile e formate un rettangolo.
Spennellatene l’interno con burro fuso a bagnomaria e distribuite, con cura ed uniformemente, lasciando almeno un dito per lato di pasta “libera”, metà del composto di pane, l’uvetta che avrete scolato, le mele e concludete con l’altra metà del composto di pane.
Avvolgere nel senso della lunghezza il rettangolo dopo aver spennellato con del bianco d’uovo le parti di pasta “libera” (farà da collante) e saldando le parti stesse premendo con le dita.
Un ottimo sistema é mettere la sfoglia prima di farcirla su un foglio di carta da forno che vi sarà utilissima per arrotolare la sfoglia agendo lentamente sul foglio.
Riuscirete nell’operazione senza rompere la pasta.
Mettere quindi lo strudel di mele sulla leccarda del forno preriscaldato a 180°C e fate cuocere per circa 40 minuti.
Fatelo  intiepidire e servitelo dopo averlo spolverato di zucchero a velo.

Pasta frolla

La vendono pronta lo so … ma farla in casa é meglio perché avrete la garanzia della freschezza e della genuinità degli ingredienti.

INGREDIENTI per una base di frolla per 4 persone

500 grammi di farina
100 grammi di zucchero a velo
250 grammi di burro
sale 1 pizzico
1 uovo
1 limone

Setacciate la farina e lo zucchero a velo disponendoli a fontana (la montagnetta col buco che sembra un vulcano) ed al centro mettete il burro a temperatura ambiente, un pizzico di sale, l’uovo, la buccia grattugiata del limone ed impastate velocemente fino ad ottenere un impasto morbido e compatto.

Lasciate riposare l’impasto in frigo per almeno mezz’ora avvolto in pellicola.

Da qui si procede sia con la pasta pronta che con quella fatta a mano.

Spianate la pasta in una sfoglia di circa mezzo cm e disponetela nella teglia idonea.

Bucherellate il fondo della pasta con una forchetta e cuocete in forno preriscaldato a 180° C per circa  15-20 minuti.

Pinoccate

Appaiono sulle tavole natalizie dell’Umbria sin dal Medioevo e  rientrano a pieno titolo tra I Piatti del Natale Italiano.
Anche il loro colore ne denuncia l’antica origine medioevale: bianche e nere come le balzane, i gonfaloni, i giochi della dama e degli scacchi, gli scudi dei cavalieri ed i rivestimenti di marmo dell’architettura.
Il loro nome deriva ovviamente dall’ingrediente principe: il pinolo.

INGREDIENTI per ottenere 40/45 pinoccate

Zucchero semolato 1 chilo
Pinoli 500 grammi
Acqua mezzo bicchiere
Cacao amaro in polvere 100 grammi
Ostie piccole 50
Limone 1

In una casseruola capace fate sciogliere acqua lo zucchero nell’acqua.
Quando avrete ottenuto lo sciroppo aggiungeteci la scorza grattugiata del limone ed i pinoli che avrete precedentemente fatto asciugare (senza che prendano colore) per un paio di minuti sulla piastra del forno a 150°C.
Mescolate sino ad ottenere un composto compatto.
Dividete il composto in due parti e procedete con la prima metà.
Stendetela su un panno umido creando una “sfoglia” alta circa due centimetri che taglierete a rombi delle dimensioni di un biscottino e che poserete ciascuno su un’ostia (se l’ostia debordasse basterà tagliarla prima di servire i dolcetti).
Nell’altra metà di composto versate il cacao, mescolate  e quindi procedete come per il composto bianco.
Se per caso il composto diventasse troppo sodo per stenderlo, rimettete la casseruola sul fuoco molto basso ed aggiungete uno e due cucchiai di acqua per renderlo di nuovo morbido.
Fate raffreddare le pinoccate e servitele.

 

Torrone al cioccolato

Il torrone … non manca mai sulla nostra tavola natalizia, in qualunque Regione ci troviamo, qualunque sia la tradizione dei I Piatti del Natale Italiano .
Sono secoli che mettiamo a dura prova i nostri denti con questo dolce straordinario … da quando eravamo … Antichi Romani.

Vogliamo provare a farlo in casa magari rendendolo più goloso con il cioccolato?

INGREDIENTI per 6 persone

450 gr di cioccolato fondente
250 gr di nocciole sgusciate
300 gr di miele millefiori
5 albumi d’uovo
200 gr di zucchero semolato
alcune ostie

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato.
Tostate nel forno a 180°C le nocciole (circa 10 minuti).
In una casseruola versate il miele e fatelo cuocere a fiamma bassa mescolando spesso.
Dopo circa un quarto d’ora controllatene la cottura prelevandone una piccola dose con la punta di un coltello ed immergendola in acqua fredda, se solidificandosi si spezza è pronto.
Mentre il miele cuoce preparate il caramello in un pentolino versando metà dello zucchero in pochissima acqua, mescolando continuamente e facendo quindi dorare lo zucchero
Occorreranno circa dieci minuti.
Sciogliete lo zucchero rimanente in 100 grammi di acqua tiepida su una fiamma bassissima e non appena sarà sciolto aggiungete il cioccolato fuso.
Mettete quindi in una casseruola di rame, possibilmente stagnato: il miele, lo sciroppo al cioccolato, le nocciole e gli albumi che avrete montato a neve ferma (immergendovi un cucchiaino in verticale lo stesso dovrà restare in piedi).
Mescolate con energia.
Stendete le ostie in maniera uniforme sul fondo di una vaschetta di alluminio, versateci il composto e coprite con altre ostie.
Lasciate riposare per 4/5 ore.

 

 

Zabaione

Una crema deliziosa, una specialità piemontese. Il suo ideatore é stato fatto Santo … non per la ricetta, sia chiaro, anche se, per chi scrive (e penso anche per chi legge), se lo meritava.
Fra’ Pasquale de Baylon era un frate francescano vissuto tra il 1540 ed il 1592.
Ecco perché lo zabaione si chiama così … a Torino il Santo lo chiamano San Baion.
Creò questa delizia che consigliava ai suoi parrocchiani torinesi della Parrocchia di San Tommaso quando avessero bisogno di acquistare forza e vigore. Grazie al “passaparola” la ricetta si diffuse rapidamente ed é arrivata sino a noi.

San Pasquale de Baylon é il Santo protettore dei Cuochi.
Se volete vederlo (e magari ringraziarlo) troverete un suo ritratto nel coro della Chiesa del Monte dei Cappuccini a Torino.

Di seguito trovate due ricette: quella tradizionale ed un’altra “festiva”.
Lo zabaione fa anche parte dei Piatti del Natale Italiano.

Ricetta tradizionale

INGREDIENTI per 4 persone
Marsala secco 8 cucchiai
Uova 8 tuorli
Vino bianco secco 8 cucchiai
Zucchero semolato 160 grammi

Mettete in un pentolino i tuorli e lo zucchero e sbattete il tutto con la frusta (meglio quella elettrica) sino ad ottenere una crema morbida, ariosa quasi bianca di colore.
Unite gradualmente il Marsala ed il vino bianco (che avrete mescolato in un recipiente apposito) e continuate a sbattere sino a che il liquido non sarà amalgamato alle uova.
Quindi immergete la pentola in un’altra più grande contenente acqua bollente per 1/3 del volume e che sarà stata posta sul fuoco molto basso.
Fate estrema attenzione che l’acqua non bolla ma abbia solo un lieve fremito altrimenti la crema formerà dei grumi.
Mescolate continuamente e delicatamente per almeno 15 minuti sino a che il composto non sia diventato cremoso e vellutato.
Servite immediatamente.

Variante “festiva”

INGREDIENTI per 4 persone
Spumante secco 250 ml
Uova 8 tuorli
Zucchero semolato 160 grammi

Il procedimento é identico a quello usato per la ricetta tradizionale

Seadas (o sebadas)

Ricette

 

Tra i più noti e amati dolci Sardi (chi scrive ne ha una vera e propria dipendenza), si consumano tutto l’anno ma fanno anche parte dei Piatti del Natale Italiano .

INGREDIENTI per 6 persone

Formaggio pecorino Sardo grasso e fresco 500 grammi
Semola fina di grano duro 250 grammi
Uova 2
Strutto q.b.
Arance 1
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale un pizzico
Limone ½
Miele di arancio o di corbezzolo  250 grammi

Immergete il formaggio per circa 10 minuti in acqua bollente per renderlo morbidissimo, quindi fatelo sgocciolare o strizzatelo in un canovaccio.
Impastate la semola con le uova, un pizzico di sale che avrete sciolto in un cucchiaio di acqua calda e lo strutto (che avrete sciolto a bagnomaria).
Lavorate sino ad ottenere una pasta uniforme e morbida e lasciatela riposare coperta da un canovaccio per 30 minuti.
Nel frattempo mescolate al formaggio la buccia di limone grattugiata.
“Tirate” la pasta per ottenere una sottile sfoglia e create dei dischi (il bordo di una tazza andrà benissimo).
Utilizzando metà dei dischi mettete al centro di ciascuno una noce grande di formaggio schiacciandola ma facendo in modo che il bordo sia “libero”.
Quindi sovrapponete gli altri dischi e chiudete le seadas premendo ai bordi con le dita.
Per ottenere un’adesione salda tra i dischi spennellate i bordi di ambedue con albume d’uovo.
In una padella a bordi alti, o nella friggitrice, friggete le seadas nell’olio abbondante per circa un minuto o almeno sino a che non saranno ben dorate.
Mettete nel piatto di portata dopo averle passate nella carta casa per eliminare l’eccesso di olio e versate sopra ciascuna un cucchiaino di miele ben caldo (scaldato a bagnomaria).
La raccomandazione importante è quella di servirle ben calde.

Calcionetti

Ricette

 

Un dolcetto che non manca mai sulle tavole natalizie abruzzesi.
Una specialità che fa parte a pieno diritto dei Piatti del Natale Italiano.
Il loro nome in dialetto é “caggnit” ed é tradizione prepararne una grandissima quantità perché vengono distribuiti ai vicini di casa e a tutti i parenti oltre che portati in tavola.
Una tradizione regalare i “caggnit”, tanto radicata che gli studenti universitari che studiano fuori dall’Abruzzo, in occasione del Natale, ne portano con se’ grandi quantità da regalare agli amici di altre Regioni.

INGREDIENTI PER 12 PERSONE

Per la sfoglia:
Farina 00 2 chili
Vino bianco secco 3 quarti
Uova 2
Zucchero semolato 1 cucchiaio
Olio d’oliva 2 bicchieri

Per il ripieno:
Castagne 3 chili
Torrone di mandorle 900 grammi
Zucchero semolato 400 grammi
Cacao amaro in polvere 4 cucchiai
Liquore a scelta (meglio se Sambuca) 2 bicchierini
Caffè 2 tazzine
Cioccolato fondente 400 grammi

Inoltre:
Olio d’oliva q.b.
Zucchero a velo q.b.

Bollite e spelate le castagne quindi passatele al passaverdure o schiacciatele bene sino a ridurle in poltiglia, tritate il torrone, grattugiate la cioccolata ed unite tutto al resto degli ingredienti indicati per il ripieno lavorando sino ad ottenere una pasta morbida.
Preparate l’impasto per la sfoglia spianandolo sottile e tagliandolo in quadrati di 5/7 centimetri di lato.
Mettete un cucchiaino di composto su ciascun quadrato e chiudete come fate solitamente con i ravioli.
Per mantenere ben uniti i lati spennellateli con bianco d’uovo premendo con le dita.
In una padella capace mettete l’olio e friggete i calcionetti per qualche minuto sino a che non saranno ben dorati.
Eliminate l’eccesso d’olio posandoli su carta da casa assorbente e quindi serviteli spolverandoli con zucchero a velo.

Gubana

Ricette

 

Nei pranzi natalizi dell’ospitale e ridente Friuli non manca mai questo dolce che da sempre fa parte di quei Piatti del Natale Italiano che tradizionalmente troneggiano sulle tavole imbandite di tutto il nostro Paese (panettone, torrone, pandoro).
Ineguagliabile dolce dal nome di origine slovena (guba = piega) é talmente parte integrante del territorio friulano che Gubana, nelle Valli del Natisone, é anche un diffusissimo cognome. E’ stato creato persino un Consorzio per la protezione del Marchio Gubana (relativamente al dolce non al cognome).

INGREDIENTI

Farina Manitoba 500 grammi
Burro 25 grammi
Olio 50 grammi
Uova 3
Zucchero 4 cucchiai
Vaniglia 1 fiala
Limone 1
Latte 1 decilitro
Lievito di birra 100 grammi
Sale un pizzico
Grappa 1 cucchiaio

Per il ripieno:
Gherigli di noce 250 grammi
Uva passita bionda 100 grammi
Pinoli 50 grammi
Cedro candito 50 grammi
Burro 30 grammi

La sera prima di preparare la gubana mettete la farina in un contenitore aperto in luogo caldo.
Il giorno dopo preparate la pasta sfoglia secondo la ricetta comune. che trovate – QUI –.
Coprite l’impasto con un canovaccio e mettete per 1 ora in luogo buio a temperatura ambiente (perfetto il forno spento).
Quando la lievitazione sarà a 5 minuti dal termine scaldate il restante latte, sciogliete il burro a bagnomaria e mescolate aggiungendo il rimanente zucchero, la buccia grattugiata del limone e la fiala di vaniglia.
Sbattete i tuorli delle uova ed unite al resto aggiungendo la grappa.
Quindi unite tutto alla pasta in maniera graduale impastando sino a che non avrete ottenuto di nuovo un composto morbido ed elastico che metterete a lievitare per ancora 60 minuti.
Stendete la pasta sfoglia lasciandola alta 1 centimetro e spandendo sulla superficie il ripieno che avrete ottenuto così:
pestate le noci, tostate i pinoli in 30 grammi di burro, tagliate il cedro a dadini piccoli, ammollate l’uvetta in acqua tiepida quindi spremetela bene.
In un contenitore mescolate tutti gli ingredienti sino ad ottenere un ripieno omogeneo in cui tutto sia ben amalgamato per non avere poi come risultato una parte di dolce con sole noci o pinoli eccetera.
Sul ripieno steso sulla pasta mettete qua e là qualche ricciolo di burro.
Arrotolate la pasta racchiudendovi il ripieno e quindi chiudete il rotolo ad anello premendo bene i lati perché il ripieno non fuoriesca durante la cottura.
Mettete la gubana sulla placca del forno che avrete spruzzato con dell’acqua e spennellate la superficie con del tuorlo d’uovo.
Cuocete in forno preriscaldato a 200°C per circa 45 minuti, lasciatela raffreddare e servite tagliata a fette.