Stoccafisso in “zimino della Sereta”

Ricette non mie ne’ reperite da me, ma regalate a questo Blog dai miei amici appassionati.

Avete ricette ideate da voi o di famiglia e siete miei abbonati?
Inviatemele dal vostro indirizzo di iscrizione con il vostro nome o pseudonimo (e se volete un’introduzione o la storia o foto o altro), all’indirizzo buonpalato@margheritagalanti.org e le pubblicherò
!

Stavolta però il livello è un pochino più alto … non me ne vogliano gli Amici cuochi per passione o per hobby e che fanno tutt’altro lavoro …
Perché in realtà stavolta si tratta di una Ricetta degli Amici sì … ma di amici cuochi …

Roberto e Barbara sono i titolari dell’”Agriturismo La Sereta di Franconalto al quale dedicherò presto un articolo a parte nella Categoria “I Ristoranti del cuore” e proprio Roberto ha creato questa delizia che mancava nel panorama ghiotto e succulento del mondo dello stoccafisso.

Una zuppa … sì sì avete capito bene … una zuppa!
Perché “in zimino”?
Perchè lo zimino è una zuppa “accomodata” (secondo il termine che si usa in Liguria per indicare un piatto che prevede ingredienti della tradizione) e che troviamo in molte ricette (ceci in zimino, lumache in zimino, trippa in zimino eccetera) ma è anche il modo di cucinare alcuni pesci facendoli rosolare in olio prima della cottura.
La parola è di origine Araba “simin” (grasso, opulento).

Ecco perchè “in zimino” ed ecco perchè “della Sereta”.
Torniamo a questa zuppa golosissima … vi basti sapere che dopo averne mangiato un generoso ciotolone ho fatto anche il bis …

Roberto e Barbara ci hanno regalato la ricetta in esclusiva … provatela … vi assicuro che è sublime!!!
Come dicono quelli bravi? Ah sì … un vero “confort food”
A me sti termini fan solo che ridere … per me è bono bono!
Comunque segnatevi questo Agriturismo … pace, aria pura, cibo genuino, simpatia e tanta tanta pace (che di sti tempi …)

http://lasereta.it/

Ingredienti per 4 persone
Stoccafisso ammollato 300 grammi

Patate 300 grammi

Cipolla medio grande 1

Carota media 2

Sedano 1 costa grande

Aglio 2 spicchi medi

Acciughe salate 5

Cavolo verza o cavolo cappuccio 300 grammi

Funghi secchi un pugno

Vino bianco secco mezzo bicchiere

Polpa di pomodoro 500 grammi

Pane casereccio raffermo 8 fette

Olio EVO q.b.

Sale da cucina q.b.

Acqua 2 litri (compresa quella di ammollo dei funghi)

Pepe nero o Peperoncino da mettere sul tavolo a disposizione dei commensali.

Mettete i funghi a rinvenire nell’acqua tiepida per almeno mezz’ora, quindi filtrate tenendo da parte l’acqua di ammollo filtrandola bene con l’aiuto di una garza per trattenere la terra.


Tritare grossolanamente cipolla, sedano, carota ed aglio quindi metteteli in una pentola da minestra capace (preferibilmente di terracotta) a soffriggere nell’olio.



Unite lo stoccafisso tagliato a pezzi grandi più o meno come una noce, l’aglio tritato e le acciughe, fate soffriggere un poco e quindi sfumate con il vino bianco.



Quando il liquido sarà svaporato aggiungete l’acqua (quella di ammollo dei funghi arricchisce il sapore della zuppa), le patate tagliate a dadini, il cavolo tagliato a strisce sottili e la polpa di pomodoro.


Salate calibrando la quantità per via della presenza delle acciughe che sono salate di per se’.



Portate ad ebollizione a fiamma viva, abbassate la fiamma al minimo, mettete il coperchio e fate cuocere per circa 40
minuti.



Nel frattempo tostate le fette di pane che potrete servire in due modi:
mettendone due sul fondo di ciascun piatto e versandoci sopra la zuppa bollente oppure a parte su un piattino.
Nel secondo caso se volete mettere sulla fetta un filo di Olio EVO.



Ciascun commensale potrà poi aggiungere a suo gusto o il pepe o il peperoncino.

Vino in abbinamento consigliato: Ormeasco

Le pentole di terracotta
Stoccafisso e baccalà

Ti è piaciuto l’articolo? Se vuoi abbonati gratuitamente al mio blog e riceverai un avviso via e-mail quando ne pubblicherò uno nuovo.

Lascia un commento