Una storia millenaria ed un uso non solo alimentare.
Tutti sono capaci ad usarlo per condire insalate o marinare pesce fritto, ma l’aceto è un alleato per moltissime situazioni.
A prescindere dai rimedi antichi e popolari, la Scienza moderna gli riconosce la capacità di agire come antibatterico, antifungino ed antiossidante.
E’ provato tra l’altro che l’assunzione di aceto durante i pasti, riduce l’aumento di glicemia (quella che si sviluppa nelle ore dopo il pasto stesso).
In particolare quello di mele sembra ridurre la massa grassa ed il colesterolo.
L’acido acetico neutralizza i microbatteri tra cui quello della TBC se lo si espone per almeno mezz’ora ad una soluzione di acqua ed acido acetico al 6%.
Per gli antichi Greci e Romani l’aceto diluito con acqua era una bevanda dissetante e digestiva.
Ippocrate lo usava e lo prescriveva per curare ferite e piaghe e come coadiuvante per la cura delle malattie dell’apparato respiratorio.
Nel 1300, quando arrivò la peste nera che colpì l’Europa ed imperversò con epidemie e focolai per ben 370 anni, aceto venne utilizzato per la prevenzione.
Le persone tenevano vicinissima al naso, meglio se proprio appoggiata alla punta, una spugna impregnata di aceto e respiravano senza mai inspirare con la bocca e sputando la saliva evitando di ingoiarla.
I medici avevano una persona che li accompagnava nelle visite e portava una catinella piena d’aceto dove il dottore si lavava le mani.
Quando la peste dava tregua e rallentava la sua morbosità, l’aceto puro veniva utilizzato per lavare le pareti interne delle case.
Ne “I Promessi Sposi” Alessandro Manzoni racconta che i monatti addetti al trasporto dei cadaveri indossavano una bandana inzuppata di aceto.
Circa l’efficacia contro il colera è persino recente la pubblicazione “L’aceto di vino quale mezzo di prevenzione nelle epidemie in particolare coleriche” del professor Franco Mecca, celeberrimo esperto di aceto che afferma “ha un pronunciato e preciso effetto disinfettante sui vibrioni del colera, oltre che su altri germi patogeni intestinali.”
Nel 1800 annusare aceto era ritenuto utile in caso di svenimenti o emicranie, in più si usava mettere sul comodino di un malato di influenza (per preservare dal contagio assistenti e visitatori) un contenitore aperto pieno di aceto.
Con l’aceto venivano realizzati sciroppi, decotti, pomate, unguenti, lozioni e saponi.
Tutti per usi svariati che andavano dalla disinfezione alla prevenzione, dalla lotta contro i batteri a quella contro le malattie.
L’aceto da toeletta
Nel 1800 i nobili utilizzavano prodotti a base di aceto per l’igiene personale poiché l’aceto dava ai prodotti un gradevole profumo e, come recitava una “pubblicità”: aveva “proprietà toniche e rinfrescanti, impedendo il formarsi di geloni ed imprimendo vigore ai muscoli”.

Disinfettante
Diluito con acqua, passato sulle superfici e sciacquato disinfetta pavimenti, bagno e cucina.
Con due parti d’acqua ed una parte di aceto bianco si disinfettano frutta e verdura lasciandoli immersi per circa 10 minuti.
Bucato
Alcuni cucchiai di aceto bianco uniti al detersivo puliscono e sgrassano e rendono morbidi i tessuti.
La lana andrebbe sempre lavata in acqua e aceto per impedire che si infeltrisca.
La stessa quantità di aceto con l’acqua che useremo per risciacquare impedirà ai colorati di stingere.
Capi di abbigliamento e scarpe con macchie di fango, dopo averli fatti asciugare ed aver grattato via l’eccesso di materiale, vanno strofinati con acqua ed aceto più volte e di volta in volta aumentando la proporzione di aceto nella soluzione.
Una volta che la macchia sarà scomparsa occorrerà tamponare con acqua pura e lasciare asciugare non al sole.
Un capo di abbigliamento macchiato di deodorante si deve immergere in acqua e aceto circa 5 minuti prima di procedere al lavaggio.
La calce che ha macchiato i tessuti viene eliminata sfregando con aceto bianco.

Thermos
Se è rimasto da una parte per più di 15 giorni va lavato con acqua e aceto e sciacquato con acqua fredda.
Frigorifero
Una volta al mese è bene procedere alla sua pulitura.
Si vuota, si lava con un detersivo specifico per superfici della cucina e non profumato, poi si passa all’interno un panno imbevuto di aceto.
Se invece è presente un odore cattivo, svuotatelo, mettete sul ripiano centrale una ciotola con circa un quarto di aceto caldo richiudete e fate raffreddare.

Lavastoviglie
Se è stata inattiva per almeno 15 giorni (per esempio se siete stati in vacanza) effettuate un lavaggio a vuoto inserendo dell’aceto sino al bordo sia nella vaschetta del detersivo che in quella del brillantante.
Ferro da stiro a vapore
Per rimuovere il calcare, almeno una volta al mese riempite il ferro con una soluzione di aceto e acqua in parti eguali.
Accendetelo, fate fuoriuscire (senza premere nessun tasto) vapore per circa 5 secondi, staccate la spina, posizionate il ferro in verticale e fate raffreddare.
Svuotate il ferro e sciacquate con acqua.
Per pulire la piastra strofinate con aceto caldo e sale fino.

Lavatrice
Circa una volta ogni 6 settimane fate un lavaggio a vuoto a 90°C mettendo nel cestello 4 litri di aceto diluito con acqua al 30%.
Usate acqua ed aceto anche per pulire l’interno dalla lavatrice passando subito dopo un panno bagnato con acqua.
Erbacce
Invece del diserbante inquinante e distruttivo versate aceto puro sulle erbacce.
Il giorno dopo saranno secche ed estraibili facilmente.

Fiori
Se in vasi di terracotta (auspicabile perché quelli di plastica impediscono alla terra ed alle radici di respirare) pulite ogni mese l’esterno dei vasi spruzzandoli con acqua e aceto in parti eguali e sciacquando con acqua.
Se sono recisi mettete due cucchiai di aceto e due di zucchero semolato in un litro d’acqua e poi utilizzate la miscela per immergerli.
Rame e ottone
Per pulirli e lucidarli fregateli con sale grosso bagnato con aceto caldo, sciacquate con acqua fredda e asciugate utilizzando un panno morbido.

Tracce di gesso e polvere
Dopo l’imbiancatura dei muri sui pavimenti restano le polveri che verranno eliminate facilmente lavando con acqua ed aceto in parti eguali e sciacquando con acqua.
Pentole e stoviglie
Se unite qualche cucchiaio di aceto all’acqua per lavare pentole e stoviglie otterrete uno sgrassatore ed un deodorante senza concorrenti.
Avete bruciato la vostra pentola preferita?
Versate un po’ di aceto sul fondo sino a coprire la parte bruciata e fate agire per 30 minuti.
Se avete fretta mettete la pentola sul fuoco, diluite con acqua sino a che il bruciato non sarà scomparso.
Per eliminare il calcare da pentole impiegate per bollire acqua (ad esempio quella dove cuocete la pasta o un bollitore) riempiteli per due terzi di aceto, uno di acqua ed aggiungete una manciata di sale grosso.
Fate bollire 5 minuti spegnete il fuoco, lasciate il liquido nel contenitore per una notte quindi sciacquate bene.

Aria viziata
Sistemate nella stanza tre contenitori aperti con ciascuno un quarto di litro di aceto. Se la stanza è piccola basteranno tre bicchieri.
Otterrete un ottimo risultato anche in una stanza appena pitturata o verniciata.
La caffettiera e le tazze
Sfregate l’interno sporco con aceto e sale, sciacquate e fate asciugare aperta.
Per le macchie di caffè o tè nelle tazze, sfregatele con sale bagnato nell’aceto e sciacquate con acqua.

Lavandino e doccia
Se gli scarichi sono intasati versateci aceto bollente e aspettate almeno un’ora prima di aprire l’acqua.
Per le macchie su vasca e rubinetti si passa una panno imbevuto di aceto puro caldo si sciacqua e si asciuga.
Per pulire la cabina doccia si utilizza una spugnetta imbevuta di aceto bianco, si sciacqua e si asciuga molto bene.
Per eliminare il calcare che tappa gli ugelli di sifoni doccia o rubinetti, smontateli ed immergeteli nell’aceto puro sino a che il calcare non si sarà staccato o sciolto.
Poi sciacquate con acqua.
Se avete la tendina per la doccia e notate macchie di muffa lavatela con acqua e aceto e poi riposizionatela senza fare altro.
Mobili di legno
Se non sono verniciati o sono laccati e volete lucidarli passateci un panno imbevuto di olio e aceto in parti eguali seguendo le venature e quindi utilizzate un panno morbido e pulito.
Se ci sono colature di cera levatela delicatamente col ferro caldo interponendo della carta assorbente. Passate quindi un panno imbevuto di aceto e asciugate.

Vetri e cristalli
Per me non c’è niente di meglio!
I bicchieri e le bottiglie li laveremo trattati con due o tre cucchiai di aceto in un litro d’acqua e li faremo asciugare capovolti … sembreranno sempre nuovi.
Finestre, porte finestre, lampadari, soprammobili e specchi vanno lavati con acqua ed aceto tiepido in proporzione del 50%.
Tenere presente che la patina creata dall’aceto su finestre, porte finestre e specchi tiene lontane le mosche e le loro deiezioni.
Mani che odorano di pesce
Inumiditele con aceto bianco e sciacquatele con una soluzione al 20% di aceto.

Altri consigli e trucchi
L’aceto balsamico di Modena
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Una replica a “Un alimento liquido dai mille usi: l’aceto”
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