Minestra di cardi

 

Tra I Piatti del Natale Italiano ecco dall’Abruzzo la gustosissima ricetta per una zuppa a tutto tondo

INGREDIENTI

Cardi grossi 800 grammi
Uova 4
Pecorino abruzzese stagionato grattugiato 100 grammi
Noce moscata grattugiata q.b.
Brodo di tacchino, gallina e vitello 1 litro
Rigaglie di pollo e tacchino 100 grammi
Cipolla media 1
Olio extravergine di oliva q.b.
Vino bianco secco 1 bicchiere

PER LA ZUPPA IMPERIALE
Semolino 120 grammi
Parmigiano Reggiano grattugiato 120 grammi
Burro 80 grammi
Uova 4
Noce moscata grattugiata 1 pizzico
Sale 1 pizzico
Sale q.b.

Pulire i cardi e tagliarli a dadini facendoli poi lessare in abbondante acqua salata sino a che non siano diventati teneri.
Scolateli e strizzateli e quindi poneteli in un tegame basso e largo (se lo avete di terracotta sarà fantastico).
Unite quindi le uova ed il Pecorino grattugiato ed una dose generosa di noce moscata grattugiata.
Soffriggete le rigaglie con l’olio e la cipolla tritata finemente e quindi aggiungete il vino bianco secco.
Quando sarà evaporato spegnete il fuoco e poi tagliate le rigaglie a dadini.
Preparate quindi la Zuppa Imperiale sbattendo le uova ed unendole poi a tutti gli altri ingredienti e mettendo quindi il composto in una teglia grande perché l’impasto formi uno strato non più spesso di 1 centimetro.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti o almeno sino a che non si sia ottenuto un bel colore dorato.
Fate raffreddare.
Versate il brodo bollente nel tegame con i cardi e rimescolate portando ad ebollizione a fiamma molto moderata.
Aggiungete quindi le rigaglie e la zuppa imperiale tagliata a dadini e servite subito con un filo d’olio e pepe nero macinato.

I Piatti del Natale Italiano

 Natale é dietro l’angolo … La tradizione vuole tutti riuniti in casa, attorno ad una tavola imbandita, in serenità ed allegria.
Le massaie si danno un gran daffare, ovunque vengano venduti generi alimentari é un’orgia di panettoni, torroni, salmoni, pandoro, panettoni, frutta secca e candita, delicatezze, sfiziosità …
Comodo comprare tutto fatto, non lo nego, specie se si tratta del negozio di fiducia sulla cui genuinità metteremmo la mano sul fuoco, però … le tradizioni, quelle, cerchiamo di non dimenticarle e soprattutto sulle tavole di Natale facciamole trionfare.
E allora … cosa deve apparire sulle tavole italiane a Natale?
Ogni Regione, anzi, ogni Provincia ed ogni Comune ha la sua tavola natalizia.
Vediamole alcune di queste ricette così invitanti.
Molte di esse sono anche descritte in dettaglio e se vi viene la “magica ispirazione” magari le potrete preparare. Basterà cliccarci sopra. Tornate spesso in questa pagina perché la aggiornerò spesso (il tempo di inserire altre ricette).

BUON NATALE A TUTTI!!!

ABRUZZO: Minestra di cardi, zuppa di ceci e castagne, lasagna con macinato mozzarella e parmigiano, agnello arrosto, bollito di manzo, Calcionetti, ferratelle, ostie con ripieno di mandorle noci e miele, neole, noci atterrati, scrippelle.

BASILICATA: minestra di scarole verze e cardi, Baccalà lesso con peperoni cruschi fritti, strascinari al ragù di carne mista, piccilatiedd, pane con le mandorle, pettole, calzoncelli.

CALABRIA: crespelle ripiene alle alici e salumi, scillatelle (o fileya) con ragù di maiale, minestra maritata con verdure di campo e fagioli, capretto al forno alle erbe selvatiche con patate, Pesce stocco di Cittanova con la ghiotta, broccolo calabrese, fichi a crocetta ricoperti al cioccolato, torroncini, dolci al cedro e al bergamotto.

CAMPANIA: Minestra di Natale, scarole e “borraccia” in brodo di cappone, spaghetti alle vongole, cappone imbottito, Insalata di rinforzo, friselle, broccoli con aglio e peperoncino, Struffoli, roccocò, frutta secca.

EMILIA ROMAGNA: culatello di Zibello, tagliatelle al ragù, Lasagne alla bolognese , tortellini in brodo, passatelli in brodo, cotechino di Modena, zampone con lenticchie, puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba, panone di Natale di Bologna.

FRIULI VENEZIA GIULIA: brovada e muset con polenta, trippa con sugo e formaggio, cappone, Gubana.

LAZIO: fritto misto di verdure, baccalà fritto, Capitone al forno, abbacchio al forno con patate, cappelletti in brodo, bollito misto, tacchino ripieno, panpepato, pangiallo.

LIGURIA: maccheroni in brodo, ravioli alla genovese, stecchi fritti, cappone lesso, Cappon magro, salcicce e spinaci, faraona al forno con carciofi, Pandolce Genovese, canditi, Torrone, uva, fichi secchi farciti con noci.

LOMBARDIA: consummè di cappone in gelatina, tortellini o Casoncelli in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella, mostarda di Cremona, stecchini, insalata, panettone.

MARCHE: maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo di carne, Vincisgrassi cappone arrosto, pizza de Nata’, fristingo.

MOLISE: Minestra di cardi, pizza di Franz in brodo caldo, baccalà arracanato, baccalà al forno, calciuni.

PIEMONTE: cappone di Morozzo al forno, bue bollito di Carrù e Moncalvo, insalata di carne cruda all’albese, peperoni in bagna caòda, Gran bollito, acciughe al verde, flan del cardo, tayarin con pancetta petto d’oca affumicato, agnolotti con sugo d’arrosto, cappone arrosto, mousse di mele rosse, torta di nocciole, Zabaione, torrone d’Alba.

PUGLIA: cime di rape stufate, panzerotti fritti, anguilla arrostita, baccalà in umido, baccalà fritto, Agnello al forno con lampascioni, cuturidd’, pettole, cartellate, porcedduzzi, fichi secchi, dolcetti di mandorle.

SARDEGNA: salsiccia, pecorino e olive “a schibeci”, culurgiones de casu, gnocchetti sardi al sugo di salsiccia, agnello con patate al forno, porcetto al mirto, ricotta con miele, Seadas (o sebadas) .

SICILIA: scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, insalata di arance con aringa e cipolla, agnello al forno, sformato di anellini al forno con ricotta, ‘Mpanata, pasta con le sarde, Sarde a beccafico, Pastizzu ri Natali, Sfinci ri Natali, carne con pancetta coppata, sparaceddi, Caponata, Cucciddatu/Buccellato, cassate, cannoli, mustazzoli, cubbàita.

TOSCANA: crostini di fegatini, brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata, cappone ripieno, sformato di gobbi, i cavallucci, Ricciarelli, panforte, panpepato.

TRENTINO: Canederli , strangolapreti, capriolo, capretto al forno, zelten.

UMBRIA: cappelletti ripieni di cappone e piccione, contorno di cardi umbri, cappone bollito, panpepato, Pinoccate, torciglione serpentello.

VALLE D’AOSTA: mocetta in crostini al miele, lardo con castagne cotte e caramellate con miele, crostini con fonduta e tartufo, Zuppa alla Valpellinese, salsiccia con patate, carbonata con polenta, pere a sciroppo con crema di cioccolato e panna montata, caffè Mandolà, tegole.

VENETO: soppressa, salsiccia, luganega, brodo di cappone, Risotto al radicchio rosso, gnocchi al sugo d’anatra, Bacalà alla Vicentina, lesso di manzo “al cren”, pandoro di Verona, mostarda con il mascarpone, mandorlato di Cologna Veneta.

Canederli (Trentino Alto Adige)

Ricette

Questa preparazione culinaria del Trenitno fa parte sia che dei Piatti delle Cucina Italiana più noti nel Mondo che dei Piatti del Natale Italiano
La loro origine é legata ad una leggenda.

Si dice che nel 1500 un gruppo di Lanzichenecchi irruppe in una casa abitata da una donna e dalle sue due figlie pretendendo di mangiare e minacciando di incendiare tutto.
La massaia non si perse d’animo e disse alle figlie di portare tutto quello che di commestibile c’era in casa.
Fu così che la donna ebbe a disposizione quelli che ancora oggi sono gli ingredienti dei canederli.
Da soli quegli alimenti non potevano certo soddisfare l’appetito dei soldati così la donna mescolò tutto e poi fece delle palline che bollì in acqua salata ed invece di vedersi la casa incendiata alla fine del pasto ebbe in dono delle monete d’oro per la squisitezza del piatto.

Ingredienti per 4 persone:
Pane casereccio raffermo 200 grammi
Brodo di carne 2 litri
Burro 30 grammi
Cipolla piccola 1
Prezzemolo un pugno abbondante
Speck 100 grammi
Farina 00 40 grammi
Latte intero 150 millilitri
Uova 2
Noce moscata q.b.
Pepe nero macinato q.b.
Olio extravergine di oliva q.b.

Vino in abbinamento: Cabernet Sauvignon

Quando lo acquistate fatevi tagliare lo speck in fettine sottilissime.
Tagliate a dadini il pane e mettetelo in un contenitore con le uova che avrete sbattuto con la frusta, il pepe, il sale ed il latte.

Mescolate tutto, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per 2 ore ricordandovi di mescolare ogni tanto per far sì che il pane assorba i liquidi.
Non mescolate troppo vigorosamente perché il pane non deve spappolarsi.

Al termine delle due ore soffriggete in olio e nel burro la cipolla tritata finemente e lo speck che avrete tagliuzzato a pezzettini.
Fate raffreddare il soffritto e quindi unitelo al composto di pane aggiungendo anche il prezzemolo tritato molto fine, una grattugiata di noce moscata e la farina (che spargerete utilizzando un setaccio).

Mescolate quindi con cura e coprite ancora con il canovaccio lasciando l’impasto a riposare per 30 minuti.
Bagnatevi le mani e con l’impasto formate delle palline del diametro di circa 10 centimetri.
Infarinate i canederli e quindi metteteli a cuocere nel brodo bollente, a fiamma bassa per circa 15 minuti.
Saranno cotti quanto risaliranno alla superficie.

Serviteli ben caldi insieme al brodo di cottura.

Bacalà alla Vicentina


Perché in Veneto lo chiamino “bacalà” e non baccalà (e meno che mai stoccafisso) é dibattuto. La teoria più accreditata é che non derivi dallo Spagnolo “bacalao” bensì dal Latino “bacalus” (pesce bastone) o dal tedesco “bakkel-jau” che significa sì “pesce salato” ma che però é una trasposizione di “bakel-jau” che significa “duro come una corda”.
In Veneto é anche un Piatto tradizionale natalizio e fa quindi parte dei Piatti del Natale Italiano

Ingredienti per 4 persone:
Stoccafisso ammollato 500 grammi
Cipolla bionda media 250 grammi
Olio extravergine di oliva mezzo litro
Acciughe sotto sale 3
Latte intero 1/4 di litro
Farina 00 q.b.
Grana padano 25 grammi
Prezzemolo un mazzetto
Sale q.b.
Pepe q.b.

Vino in abbinamento: Bianco di Custoza

Esecuzione

Se non avete un fornitore che ve lo vende già ammollato e diliscato seguite le istruzioni riportate – QUI –
Asciugate il pesce e tagliatelo a pezzi quadrati levando la pelle e le lische (consiglio di immergere in acqua bollente per un paio di minuti il pesce per poterlo facilmente spellare e diliscare).
In un piccolo tegame mettete un bicchiere di olio nel quale farete soffriggere la cipolla tritata finemente quindi, quando sarà dorata, aggiungete le acciughe che avrete liberato del sale in eccesso sciacquandole sotto l’acqua corrente fredda.
Fate appena scaldare, quindi levate il tegamino dal fuoco ed aggiungete il prezzemolo tritato.
Infarinate il pesce e mettetelo in una casseruola capace (preferibilmente di terracotta) dotata di coperchio e sul cui fondo avrete messo un pò dell’olio del soffritto. La casseruola deve esse “comoda” perché il pesce non va mescolato ma mosso delicatamente con un attrezzo di legno.
Versate il restante olio ed il soffritto sui pezzi di pesce aggiungendo il latte, il formaggio grana grattugiato el sale ed il pepe.
Coprite con l’olio crudo rimanente.
Cuocete a fiamma molto bassa per circa 4 ore e mezzo cercando di mescolare il più delicatamente possibile.
Servite ben caldo accompagnando con polenta.

Pandolce Genovese

Ricette
Tradizionale dolce natalizio di Genova, ormai é noto in tutta Italia e fa parte su molte tavole dei Piatti del Natale Italiano.
Non chiamatelo panettone, primo perché sbagliereste e secondo perché i Genovesi non ve lo perdonerebbero mai.
Lo vendono pronto, anche perché prepararlo in casa è molto lungo … ma chissà … magari qualcuno vorrà cimentarsi con questo dolce natalizio dalla Storia antichissima.
Una precisazione doverosa … il vero Pandolce é alto … quello basso non é affatto, come molti credono, quello “antico” che non esite nella forma in cui viene commercializzato. Una leggenda metropolitana … in realtà fu un’idea di marketing nata negli anni 50 su iniziativa di una nota industria dolciaria Genovese. Venne chiamato “Antico” per attirare compratori … delusi?

Ingredienti
Farina Manitoba 200 grammi
Lievito naturale attivo (lo trovate dal vostro fornaio di fiducia) 65 grammi
Acqua a temperatura ambiente 100 ml
Farina 00 300 grammi
Acqua di fiori d’arancio mezzo bicchiere
Burro 125 grammi
Zucchero semolato 125 grammi
Sale fino 1 pizzico
Uva sultanina 50 grammi
Marsala secco mezzo bicchiere da tavola
1 pizzico di sale
Marsala secco 1 bicchiere
Scorza di arancia candita 50 grammi
Pinoli 50 grammi
Impastate a mano o nell’impastatrice la farina manitoba, il lievito e l’acqua e, quando avrete ottenuto una pasta elastica e morbida, mettetela a lievitare in luogo tiepido a temperatura costante e coperta da un panno umido per 12 ore.
Nel frattempo mettete l’uva sultanina e rinvenire nel vino Marsala.
Prendete la pasta lievitata ed aggiungete impastando con cura la farina 00, l’acqua di fiori d’arancio, il burro che avrete fuso a bagnomaria, lo zucchero ed il sale.
Quando la pasta sarà ben omogenea e morbida unite l’uva sultanina strizzata ed asciugata in un canovaccio, la frutta candita e tagliata a dadini ed i pinoli.Fate riposare la pasta per altre 12 ore sempre in luogo tiepido a temperatura costante e coperta da un panno asciutto.
Quindi praticate due o tre tagli non molto profondi sulla superficie della palla che avrete forgiato e mettete a cuocere in una teglia a bordi molto alti ed imburrata in forno preriscaldato a 200°C per 15 minuti.
Senza aprire il forno abbassate la temperatura a 185°C e fate cuocere per altri 45 minuti.
Fate raffreddare nella teglia e, quando sarà freddo, potrete estrarlo e servirlo tagliato a spicchi.

Altri Piatti del Natale Italiano

Cucciddatu

Ricette

Tradizionalmente Natalizio e quindi facente parte dei Piatti del Natale Italiano é noto anche come Buccellato.
In alcune zone della Sicilia viene chiamato “Cudduredda”.
Discendente del “panificatus” degli Antichi Romani ha quindi origini molto antiche.
Il nome in Italiano deriva dal latino “buccellatum”, cioè sbocconcellato.
Si trova facilmente nelle pasticcerie ma farselo in casa é decisamente più tradizionale e più intimo.

INGREDIENTI

Per la pasta
Farina 00 1 Kg
Strutto o burro (secondo i gusti) 300 grammi
Zucchero semolato 200 grammi
Uova 4
Latte intero 1 decilitro
Ammoniaca per dolci 10 grammi

Per il ripieno
Gherigli di noce 150 grammi
Pinoli 80 grammi
Fichi secchi 300 grammi
Bucce di arancia candite 150 grammi
Pistacchi sgusciati 30 grammi
Uva sultanina 100 grammi
Gocce di cioccolato fondente 50 grammi
Mandorle tostate tritate 150 grammi
Chiodi di garofano 5
Zuccata tagliata a dadini 250 grammi
Cannella in polvere un pizzico
Marsala mezzo bicchiere

Per la decorazione
Miele q.b.
Pistacchi sgusciati 30 grammi
Ciliegie e bucce d’arance candite q.b.

Preparazione

Impastate la farina, lo zucchero, lo strutto (o il burro), l’ammoniaca per dolci (che avrete fatto sciogliere nel latte) e tre uova che aggiungerete una alla volta impastando.
Ottenuto un impasto compatto e morbido formate una palla, copritela con un panno e mettetela a riposare in forno spento per 1 ora.
Frullate brevemente e grossolanamente le noci, i fichi secchi, le bucce di arancia candite (almeno che non siano già a pezzettini) ed i pistacchi, quindi unite l’uva sultanina (che avrete precedentemente idratato in poca acqua tiepida), le gocce di cioccolato, le mandorle, i chiodi di garofano polverizzati, la zuccata e la cannella. Mescolate bene aggiungendo gradualmente il Marsala.

Stendete la pasta e quindi “fasciate” il ripieno per ottenere un cilindro che chiuderete unendo i due lati spennellandoli con l’albume d’uovo (fa da saldatore).
Praticate delle incisioni (come quelle dell’immagine) sulla ciambella. Fate attenzione a non tagliare la pasta quindi utilizzate un attrezzo non tagliente (ad esempio il manico di un cucchiaio).
Spennellate generosamente il dolce con il tuorlo d’uovo, mettetelo in una teglia precedentemente unta con il burro e fatelo cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 25 minuti o almeno sino a che la pasta non sia ben dorata.

Scaldate il miele, versatelo sul dolce cotto e decorate con le ciliege, le scorze d’arancia ed i restanti pistacchi tritati.

Servite tiepido o freddo.

Pastizzu i Natali

Ricette
D’accordo … non é proprio il massimo per una dieta leggera ma Natale é Natale e non rinunciare alle piccole grandi gioie della tavola che ci offre questa Festività non farà certo dispiacere a nessuno.
Come fare a meno dei Piatti del Natale Italiano ?

Ingredienti:

Per la pasta
Pasta da pane lievitata 500 grammi
Olio EVO 1 cucchiaio da minestra
Limone 1

Per il ragù
Polpa di maiale 400 grammi
Pomodori pelati 400 grammi
Cipolla media 1
Prezzemolo 1 cucchiaio da cucina raso
Vino rosso mezzo bicchiere
Olio EVO 1 cucchiaio da minestra

Inoltre
Cime di broccoli 300 grammi
Aglio 1 spicchio
Ricotta stagionata 250 grammi
Pecorino grattugiato 100 grammi
Sale q.b.
Pepe nero q.b.
Olio EVO q.b.
Maccheroni ruvidi 400 grammi
Lavorate la pasta con l’olio ed il limone, quindi stendetela e formate due dischi sottili uno dei quali di diametro più grande di quello della teglia rotonda a bordi alti che userete per cuocere il pasticcio. Un disco deve “debordare” dalla teglia.

Fate soffriggere la cipolla finemente tritata in un po’ d’olio EVO. Appena sarà dorata unite il prezzemolo tritato e la polpa di maiale tagliata a bocconcini.
Soffriggete e quindi aggiungete i pelati tagliati a pezzetti ed il vino.
Salate e pepate e fate cuocere per 10 minuti a fiamma moderata e con il coperchio.

Fate lessare le cime di broccolo, scolatele e saltatele in padella un paio di minuti con un po’ d’olio ed uno spicchio d’aglio tagliato a metà.

Fate cuocere i maccheroni al dente, scolateli e conditeli con il ragù.

Nella teglia (che avrete precedentemente unto) adagiate il disco di pasta più grande in modo che debordi leggermente, versate i maccheroni conditi, i broccoli, la ricotta tagliata a pezzi e spolverate col pecorino.
Concludete con un filo d’olio.

Coprite con l’altro disco di pasta e saldate bene i bordi.

Ungete leggermente e bucherellate la parte superiore con uno stuzzicadenti.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti o almeno sino a che la pasta non sia ben dorata.
Servite ben caldo.

 

Sfinci ri Natali

Ricette

Sfincia (in Italiano frittella) deriva dal Latino spongia = spugna, che a sua volta deriva dal Greco.Il significato é dovuto al fatto che gli sfinci somigliano a delle piccole spugne, sia per la forma rotondeggiante che per la morbidezza.
Hanno numerose varianti, da quelli semplici, che possono essere spolverati (con zucchero semolato, zucchero a velo o zucchero semolato o a velo e cannella) o irrorati di miele, a quelli ripieni con crema di ricotta, o crema pasticciera.
Il ripieno viene inserito con una siringa da dolci quando gli sfinci saranno fritti e pronti per essere serviti.
Comunque sia… semplici o ripieni… l’importante é gustarli a fine Cenone della Vigilia o al termine del Pranzo di Natale tra i numerosi e tradizionali Piatti del Natale Italiano

Ingredienti
Farina 00 500 grammi
Uova 3
Lievito di birra 25 grammi
Scorza di mezzo limone
Acqua tiepida q.b.
Olio d’oliva q.b.

Secondo gusto
Zucchero semolato q.b.
Zucchero a velo q.b.
Cannella in polvere q.b.
Miele q.b.
Crema di ricotta q.b.
Crema pasticciera q.b.

In un recipiente idoneo (ad esempio una grande terrina) mescolate con cura la farina con le uova, la scorza di limone grattugiata, il lievito (che avrete precedentemente sciolto in poca acqua).
Mescolando dolcemente aggiungete gradualmente l’acqua sino ad ottenere un impasto molto morbido.
Coprite il recipiente con un panno e lasciate lievitare in forno spento per almeno 1 ora.

Formate quindi delle palline (ungete le mani con olio per poter maneggiare la pasta agevolmente senza che si attacchi alla pelle).
Friggete gli sfinci in abbondante olio disponendoli “comodi” (l’operazione potrà essere con un certo numero di sfinci alla volta a seconda delle dimensioni della padella).
Quando gli sfinci avranno assunto un bel colore dorato scolateli nella carta assorbente da cucina.

A questo punto potrete:
a) rotolarli nello zucchero e/o nello zucchero mescolato a cannella in polvere;
b) farcirli con crema di ricotta e/o crema pasticciera;
c) irrorarli col miele (che avrete leggermente scaldato per renderlo più liquido);
oppure dividerli in gruppi e preparare cinque tipi di sfinci usando tutte le opzioni elencate sopra.

Servite ben caldi e … buon Natale!

‘Mpanata

Ricette
A pieno titolo tra i Piatti del Natale Italiano, anzi, vista la sua storia, obbligatoriamente Natalizio.

L’origine risale ai tempi della dominazione Spagnola come preparazione contadina a base di pane, verdure ed avanzi di carne spesso provenienti dalle tavole dei ricchi.
Nel 1763, Moncada, principe di Paternò, venne a conoscenza della ricetta e pretese che venisse servita a Natale. La tradizione é rimasta.
Ogni Comune siciliano ha la sua ‘mpanata diversa per ingredienti e nome.
Caiccu (patate e pesce)
Cucca o Tommasina (formaggio e salsiccia)
Cudduruni (salumi, verdure, pesci e formaggi)
Faccia ri Vecchia (origano, formaggio, salumi e pomodoro)
Infigghiulata o Cassateddu (ricotta, tuorlo d’uovo, fichi e cannella)
Nfigghiulata (patate, cavolfiori, cipolle, salsiccia, carne di manzo e formaggio)
Panzerotto (fritto con prosciutto, mozzarella, pomodoro ed acciughe)
Pastizzu o Pastizzettu (carne di agnello e riso)
Pizza muddiata (estratto di pomodoro, origano, olive nere ed acciughe salate)
Sfinciuni (pomodoro, salumi, formaggi, ortaggi ed acciughe)
Vastedda Cunzata (formaggio)

Propongo la ricetta più diffusa, quella con spinaci e salsiccia.

INGREDIENTI
Per il ripieno
Spinaci freschi 1 Kg
Salsiccia di suino 500 gr
Cipolle bionde grandi 2
Pepe nero secondo gusto
Olio EVO q.b.
Sale q.b.
Per l’impasto
Farina rimacinata di grano duro 1 Kg
Olio EVO 100 gr
Lievito di birra 30 gr
Zucchero semolato 60 gr
Sale 30 gr
Acqua 800 gr

Preparazione
Sciogliete il lievito in pochissima acqua tiepida e lasciatelo riposare per 10 minuti. Preparate l’impasto con la farina, l’olio, lo zucchero ed il lievito. Impastate sino ad ottenere un prodotto morbido e compatto a cui aggiungerete il sale. Formate due “pagnotte”, copritele con un panno e lasciate riposare per due ore (nel forno spento e chiuso).
Quando sarà passata un’ora preparate il ripieno salando gli spinaci e mettendoli in un contenitore ad appassire per 15 minuti. Strizzateli e tagliateli a strisce di larghezza media. Tagliate le cipolle a fettine sottili e fatele stufare in una padella con un filo d’olio. Mescolate gli spinaci, le cipolle e la salsiccia tagliata a piccoli pezzi, salando e pepando secondo gusto.
Stendete la prima pagnotta in una teglia unta, mettete il ripieno e coprite con l’altra pasta. Versate un filo d’olio sulla superficie della ‘mpanata e cuocete per 40 minuti in forno preriscaldato a 180°C.
Servite tiepida abbinando un buon rosso di corpo come ad esempio il Corvo rosso.

Sarde a beccafico

Ricette

 

Un piatto tipicamente siciliano nato dalla rielaborazione “povera” di una pietanza esclusiva per le tavole dei nobili.
Prende il nome da una passeracea canora lunga circa 15 centimetri e dal peso di non più di 20 grammi che i nobili siciliani amavano cacciare perchè, a loro detta, aveva delle carni molto saporite.

La caccia non era certo attività per i poveri i quali, come si sa, si dedicavano e solo per sopravvivere, alla pesca ed all’agricoltura e fu così che l’uccellino venne sostituito dalle più reperibili sarde e da agrumi, prodotti vegetali e formaggi.

Le interiora del beccafico, usate come farcitura nella ricetta “ricca”, sono state sostituite dalla mollica di pane ed il succo di agrumi é stato introdotto per attenuare l’odore di pesce.

Insomma … geniale ed a tutto vantaggio della tasca, del palato e anche … del beccafico.
Tra l’altro questo piatto fa  parte dei Piatti del Natale Italiano e questo la dice molto lunga sul fatto che sia più che tradizionale.

Ingredienti

Sarde 1 chilo
Pane grattugiato 150 gr
Acciughe sotto sale 8
Uva sultanina 60 gr
Pinoli 60 grammi
Zucchero semolato 100 gr
Limone 1
Prezzemolo tritato una manciata abbondante
Olio extravergine di oliva e cucchiaio da minestra più q.b. Sale fino q.b.
Pepe nero macinato q.b.
Alloro 12 di foglie
Squamate le sarde e liberatele della testa e delle interiora ed apritele a libro dalla parte del ventre togliendo la lisca.

Lavatele sotto acqua fredda corrente e fatele quindi asciugare su un panno.

In una padella soffriggete il pane grattugiato in due cucchiai d’olio abbondanti e, quando sarà dorato, prendetene due terzi e metteteli in una terrina.

Unite le acciughe tagliuzzate o tritate (le avrete prima diliscate e dissalate sotto l’acqua corrente fredda), l’uva sultanina (che avrete fatto rinvenire per circa 30 minuti in acqua tiepida e poi strizzato), i pinoli, il prezzemolo tritato, il sale ed il pepe.

Mescolate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo con il quale farcirete le sarde.

Chiudete i pesci usando uno stuzzicadenti.

In una teglia unta con l’olio disponete le sarde separandole una ad una con una foglia di alloro.

Sciogliete lo zucchero nel succo del limone e quindi cospargete le sarde con il restante pane grattugiato, spruzzate col succo di limone zuccherato, versate un filo d’olio e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa mezz’ora.

Servite ben calde e abbinate con Corvo rosso I.G.T.